Scuola elementare di Murata
"La Quercia"
classe 1a
anno 2003-2004

LIBERTATIS FUNDATOR
Ideazione:
Marina Freschi
Realizzazione:
M. Manilla Pelliccioni, Isanna Ercolani, Sabrina Capanna
Per realizzare il progetto le insegnanti hanno pensato di usare immagini artistiche che suscitano fascino anche nei bambini.
Si è programmata una visita all’ ANTICO MONASTERO S. CHIARA, in occasione della mostra iconografica LIBERTATIS FUNDATOR.
I bambini sono stati invitati alla scoperta di immagini e alla loro lettura in modo molto semplice, conducendoli passo dopo passo all’apprendimento come se si eseguisse lo svolgimento di un gioco.
Il progetto ha visto l’intrecciarsi di alcune discipline:
-lingua italiana
-storia
-arte e immagine
-religione
LINGUA ITALIANA
OBIETTIVI
ASCOLTARE, COMPRENDERE, PARLARE
Ascoltare prestare attenzione e comprendere messaggi di diversa natura.
Ascoltare prestare attenzione e comprendere un comando, un breve racconto.
Dialogare con persone sconosciute per scopi diversi (descrivere, rispondere a semplici domande, comunicare emozioni)
Comprendere il contenuto di un testo letto dall’insegnante e individuare informazioni e relazioni di diverso tipo tra le informazioni.
Comprendere un testo narrativo individuando gli elementi, contemporaneità e semplici nessi causali.
Comprendere semplici istruzioni orali e saperle eseguire.
Comprendere semplici descrizioni.
Saper esporre l’esperienza personale vissuta in occasione della visita ricostruendo la sequenza temporale e causale delle azioni.
Partecipare ad una conversazione intervenendo in modo pertinente.
Utilizzare elementi linguistici appresi durante la visita.
Avviarsi alla consapevolezza che ogni atto linguistico si svolge in un contesto di comunicazione, determinato da soggetti diversi da scopi specifici.
STORIA
OBIETTIVI
ORIENTARSI NEL TEMPO
Ordinare azioni e situazioni in successione: prima - ora – dopo.
Attraverso le immagini capire che nel tempo luoghi e modi di vita sono cambiati.
Avviare alla comprensione della ricostruzione storica di un ambiente attraverso la lettura di immagini.
ARTE E IMMAGINE
OBIETTIVI
VEDERE E OSSERVARE
Esplorare immagini, forme di quadri e rappresentazioni utilizzando tutte le capacità percettive.
LEGGERE E COMPRENDERE
Avvicinarsi con modalità creative e interdisciplinari alla lettura delle immagini e delle opere d’arte per sviluppare un pensiero critico e autonomo.
Leggere le immagini a partire dalla conoscenza degli elementi costitutivi dell’opera.
Acquisire capacità associative, metaforiche e sintetiche.
RELIGIONE
Conoscere espressioni e immagini della religione.
Rispettare e apprezzare i valori religiosi ed etici nell’esistenza delle persone e nella storia dell’umanità.
Scoprire l’importanza del vivere insieme in modo pacifico.
Riconoscere nella figura di Marino il fondatore della Repubblica e il Santo Patrono.
VISITA ALLA MOSTRA

OSSERVIAMO IL PIEGHEVOLE PUBBLICITARIO
Leggiamo: Libertatis Fundator, fondatore della libertà
Cosa vedete rappresentato? Un uomo che tiene in mano una città.
Chi è l’uomo? Marino (si legge sotto)
Quale città? San Marino: la nostra città
Cosa significa? Significa che la tiene cara
Ora dove siamo? Al monastero Santa Chiara
La parola " monastero" deriva da monache = suore.
Il monastero è la casa dei monaci e delle suore.
Le suore del monastero di S. Chiara erano suore "chiuse" cioè non si dovevano fare vedere da nessuno.(Ricordare le grate)

UN LIBRO ANTICO
La prima cosa che ci parla di Marino (colui che viene dal mare) è un libro che ci dice tante cose.
Da dove veniva Marino – dov’era – cosa era venuto a fare.
Il libro è antico lo si vede da come sono le pagine (non sono di carta).
Anticamente le pagine si facevano con il papiro o con la pelle di pecora (pergamena).
Per scrivere usavano una piuma per questo oggi la chiamano penna.
In questo caso le pagine sono di pergamena.
Il libro antichissimo si chiama codice miniato poiché per decorarlo si usava una sostanza chiamata minio; è sempre scritto in lingua latina.
Lettura dei quadri

Giorgio Picchi: San Marino sbarca a Rimini

SCOPRIRE COSA CI RACCONTA UN QUADRO
OSSERVIAMO
Gli uomini tirano a riva una barca saranno dei marinai.
Uno prende dell’acqua dal mare, due persone tirano una corda per fare in modo che la barca non si sposti e la legano a dei mozzi di pietra o di ferro per bloccarla.
Per scendere dalla barca c’è un’ asse, su di essa si nota un personaggio a piedi nudi.
Indossa una tunica fatta con delle stoffe avvolte attorno al corpo; ha un drappo giallo e una parte è rossa.
Nelle mani ha un cesto di vimini con chiodi-martello-scalpello.
Da questo abbiamo capito che il personaggio rappresentato è Marino perché quelli sono i suoi attrezzi.
Controlliamo il titolo del dipinto: "San Marino sbarca a Rimini"
ANCHE QUESTO QUADRO E’ DI GIORGIO PICCHI
Il personaggio ha lo stesso vestito, in mano ha un bastone gli servirà per camminare.
E’ circondato da delle fiere: una leonessa, un orso e un leone.
Una donna, dai gesti si capisce che lo vuole fermare; ci sono anche altre persone.
La città è lontana.

DA DOVE VENIVA MARINO?
Marino veniva dalla Dalmazia (oggi compresa nel territorio della Croazia) e precisamente da un’isola perché è circondata dall’acqua.
Si vedono delle barche che andavano a vela e a remi.
L’isola si chiamava Arbe.

Da un quadro una storia
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UNO DEI QUADRI OTTAGONALI
Abbiamo ascoltato una leggenda che parlava di San Marino e l’orso, abbiamo osservato alcune opere, poi abbiamo scoperto che la 1a era rappresentata in un quadro ottagonale.
I quadri ottagonali sono quattro, si assomigliano ma non sono uguali.
Le cornici sono ornate con rami d’alloro e racchiudono quattro storie di Marino:
" San Marino perseguitato da una donna"
" San Marino e il giovane Verissimo"
" San Marino incontra donna Felicita"
" San Marino ha ammansito l’orso".
LA LEGGENDA DELL’ORSO
Marino era venuto dal mare, parecchie centinaia di anni fa.
Aveva trovato lavoro sulla costa, dove fioriva la città di Rimini, ma non vi aveva trovato la pace.
Perciò su un monte, alto all’orizzonte, simile alla criniera di un gigantesco cavallo, decise di crearsi un rifugio. E così fece.
Di lassù, di tanto in tanto, scendeva nella città costiera per lavorare la pietra, che veniva usata nella costruzione del porto.
Portava con sé i pesanti ferri del mestiere, ma il cammino era lungo e pericoloso, anche seguendo il greto dei torrenti che scendevano verso il mare.
Una foresta popolata di animali selvaggi circondava il monte e si stendeva fino alla pianura.
Lungo il tragitto non era raro incontrare, oltre alle fiere, i briganti in attesa di viandanti o di pellegrini da assalire.
Un giorno accadde un fatto straordinario. Marino abbandonato il suo sentiero nascosto tra i dirupi, che lo conduceva abitualmente dalla vetta ai piedi del monte, legò l’asino ad una grossa quercia e si calò in un piccolo fossato, dove fra pietre gialle e grigie zampillava una sorgente di acqua freschissima.
Intorno c’erano ginepri e fragole. Marino, dopo essersi dissetato e aver riempito la sua borraccia di pelle di capra, si attardò a raccogliere frutti e bacche aromatiche.
Quando risalì dal fossato e raggiunse il luogo dove aveva lasciato l’asino, uno spettacolo triste lo attendeva.
L’asino, il suo asino servizievole e buono, era lungo e stecchito su un fianco con la gola squarciata e sanguinante.
A poca distanza da lui un orso dondolava la testa minaccioso e orribile.
Marino stette un attimo assorto; poi si avvicinò lentamente. L’orso si sollevò, agitò le zampe anteriori dalle lunghe unghie a falce, gli occhi sanguigni, e fece prova di assalirlo.
Marino si accostò ancora; dolcemente avvicinò al muso ispido dell’animale le due mani colme di fragole e di bacche.
-Tieni hai fame – Disse.
L’orso esitò, girò la testa intimidito, calò lentamente le zampe e
divenne mansueto.
Ora tu prenderai il posto del mio povero asinello e porterai ogni giorno
sulla schiena i miei arnesi del mestiere fino al mare e dal mare alla montagna e vivrai con me – Disse Marino; e dopo dato sepoltura all’asino, si rimise in marcia seguito dall’orso.

BIBLIOGRAFIA
TRATTO DA "FIABE E RACCONTI DI SAN MARINO"
DI GIAN LUIGI BERTI
EDITRICE LA SCUOLA