I VELENI IN AGRICOLTURA

I FITOFARMACI

 

Centro Documentazione - Scuola Media della RSM - Circoscrizioni 1a e 3a
Anno Scolastico 1999/2000

 

  

 

         Negli ultimi anni è molto cresciuta tra i cittadini l’attenzione verso la composizione e la qualità ambientale dei prodotti che si consumano, e oggi milioni di consumatori scelgono i beni e i servizi da acquistare anche sulla base di criteri ecologici.

         L’agricoltura è strettamente legata alla produzione di prodotti sottoposti a trattamenti biologici in modo da limitare l’uso di veleni, diserbanti, concimi, mangimi (farine animali).

         La salute futura del consumatore sembra legata sempre più ai prodotti naturali.  La produzione agricola è sempre più rivolta ai prodotti biologici e ai prodotti tipici.

         L’uso delle biotecniche non può essere bloccato, ma va regolamentato ribadendo in primo luogo il principio del diritto ad una scelta informata e consapevole da parte dei consumatori.  D’altra parte, si aprono opportunità di mercato per l’agricoltura mediterranea, che più di altre si basa sulla grande ricchezza di prodotti tipici locali e tradizionali.

          Esiste una legislazione nell’ambito dell’Unione Europea che fissa l’iter di registrazione dei prodotti fitosanitari ed il loro uso così da permettere l’autorizzazione di distribuire prodotti a minor impatto per l’ambiente e per la salute umana.

         Per fitosanitari s'intendono le sostanze attive e i preparati contenenti sostanze che vengono utilizzate per:

1.     proteggere i vegetali.

2.     proteggere o regolare i processi vitali.

3.     conservare i prodotti vegetali.

4.     eliminare le piante indesiderate.

5.     eliminare parti di vegetali, frenare o evitare un loro indesiderato accrescimento.

 

I prodotti fitosanitari si possono distinguere in:

-    prodotti “molto tossici” contrassegnati colla lettera T+ con l’immagine del teschio;

-    prodotti “tossici”  contrassegnati colla lettera T  e con l’immagine del teschio;

-    prodotti  “nocivi”  contrassegnati   colla  lettera Xn  e  la croce di Sant’Andrea  6;

-    prodotti “irritanti” contrassegnati con la lettera Xi;

-    prodotti “non classificati” e   non   contrassegnati   riportano   la    dicitura “attenzione: manipolare con prudenza”.

 

    I criteri di classificazione sono:

sulla Dose Letale 50  che provoca la morte del 50% degli animali da laboratorio esposti al prodotto;

sulla Concentrazione Letale 50, che rappresenta la Concentrazione Letale 50 in aria o acqua del prodotto che agisce allo stato di gas o di vapore – ottiene lo stesso effetto della Dose Letale 50.        

        Ci sono dei limiti tecnici da rispettare quali il tempo di carenza che consiste nel numero di giorni minimo che deve trascorrere tra la data in cui è stato fatto il trattamento e la raccolta dei prodotti per il consumo; limiti di tolleranza che riguarda il limite massimo di residuo delle sostanze attive dei prodotti fitosanitari tollerato nei prodotti destinati all’alimentazione.

         Va sempre rispettato il tempo di rientro che consiste nel tempo che si deve attendere prima di poter rientrare in aree trattate a scopo di attività lavorative senza le protezioni previste.

         L’azione dei fitofarmaci persiste per un certo numero di giorni.  Spesso più prodotti vengono miscelati con altri prodotti sanitari; ciò avviene perché eseguendo un unico intervento si possono combattere più parassiti e risparmiare così sui costi.

         Quando si effettuano miscele occorre fare molta attenzione perché si possono verificare fenomeni di sinergismo e di antagonismo.  È opportuno ricorrere alla tabella di compatibilità.

         I tempi di carenze da rispettare sono sempre quelli del prodotto a tempo di carenza più lungo.

         I prodotti che troviamo in commercio per la difesa delle piante possono essere:

1.     per trattamento a secco (granulari, polveri secche);

2. per trattamenti liquidi (polveri bagnabili, polveri solubili, concentrati emulsionabili, emulsioni in acqua, sospensioni concentrate, sospensioni di microcapsule, granuli disperdibili e granuli solubili);

3.     per trattamenti gassosi o fumiganti tra i più usati è il bromuro di metile, un gas particolarmente tossico T+ che agisce sugli insetti, nematodi, funghi, batteri e semi di piante infestanti;

4.     per trattamenti con mezzi aerei (utilizzando prodotti fitosanitari appositamente autorizzati).

 

È molto importante leggere l’etichetta che troviamo in ciascun farmaco in modo da poter acquisire tutte le informazioni attinenti a quel prodotto.

Nell’etichetta figureranno oltre alle informazioni relative al prodotto (nome, tipo di formulazione, tipo di prodotto, sostanza attiva), anche informazioni molto importanti quali fasi di rischio e consiglio di prudenza.

Ogni fitofarmaco va usato esclusivamente sulle colture. Altri impieghi diversi da quelli indicati in etichetta sono illegali e passibili di sanzioni.

L’uso di diserbanti va effettuato rispettando le date di impiego riportate nell’etichetta.

È sempre opportuno scegliere un prodotto fitosanitario poco tossico, ma selettivo e a basso impatto ambientale.

Se un farmaco risultasse inefficace è opportuno chiedere l’intervento tecnico  per poter ricorrere ad altro farmaco più efficace.  È sbagliato aumentare le dosi d’impiego.

I prodotti fitosanitari od almeno parte di essi possono essere molto pericolosi tanto da causare la morte dell’uomo.  Questo rischio si ha con l’uso di prodotti “molto tossici”, “tossici” e “nocivi”.

In Italia l’acquisto di questi prodotti è condizionato al possesso, da parte dell’acquirente, di una autorizzazione, chiamata “patentino”.

A San Marino  questo non esiste ancora  e  l’acquisto  di queste  sostanze pericolose è libero.

L’acquisto dei fitofarmaci trasferisce le responsabilità dal venditore al compratore.  Le responsabilità riguardano sia il trasferimento che, la conservazione che l’utilizzo del prodotto.

La conservazione deve seguire alcune norme:  l’azienda deve essere in possesso di un locale destinato a magazzino, possibilmente lontano dall’abitazione con una porta d’accesso sempre chiusa a chiave e con la scritta “veleno” e l’immagine di un teschio.  Il magazzino deve essere arieggiato ed asciutto.  Non devono essere mai utilizzati ambienti nei quali vengono immagazzinate sostanze alimentari.

I prodotti classificati come “molto tossici”, “tossici e nocivi” non possono essere ceduti dall’acquirente.

L’acquisto è regolato da norme apposite, ogni acquisto viene registrato e deve essere controfirmato un modulo.

Per l’utilizzo del fitofarmaco vanno seguite certe regole.  Le dosi da usare devono essere quelle indicate nell’etichetta del prodotto e non devono mai essere superiori.

L’operatore agricolo durante le fasi del trattamento deve stare molto attento e seguire alcune regole:

-         indossare tute con cappuccio

-         usare il casco o la maschera a facciale intero

-         utilizzare occhiali

-         indossare guanti di gomma

-         preparare la miscela sempre all’aperto e lontano da pozzi o corsi d’acqua

-         calcolare esattamente la quantità di prodotto

-         verificare le macchine per il trattamento che siano funzionanti

-         nel caso di ugelli otturati non soffiare e non portarli alla bocca

-         non riempire mai la botte fino all’orlo

-         al momento del trattamento cercate che non soffi il vento o per lo meno stare sopravento

-         nel periodo della fioritura non si devono fare trattamenti che possono danneggiare le api (impollinatrici) e i pronubi in genere

-         non trattare le “aree di rispetto” dove avvengono i prelievi delle acque potabili

-         la nube irrorante non deve fuoriuscire dall’appezzamento trattato

-         si devono affiggere cartelli con la scritta “coltura trattata con prodotti fitosanitari

 

Alla fine del trattamento non si devono versare i residui di prodotto in fossi o canali.  Le strumentazioni usate vanno lavate con cura, si dovranno lavare anche le tute, stivali, occhiali per rimuovere eventuali imbrattamenti.

Importante
      È assolutamente vietato fumare, mangiare, bere e portare qualsiasi oggetto alla bocca. Al termine dei trattamenti è opportuno che l’operatore si lavi tutto il corpo con acqua e sapone e che cambi il vestiario.

 

 

 RISPETTIAMO L’AMBIENTE

 

Non devono mai rimanere residui di miscela inutilizzata. In caso di residui e di acque di lavaggio rimaste, devono essere raccolti e conservati in attesa di essere consegnati all’AMNIA per il successivo smaltimento perché potrebbero inquinare le falde acquifere e i corsi d’acqua.

I contenitori dei prodotti fitosanitari non devono mai essere riutilizzati per nessun motivo. Non si devono smaltire utilizzando i normali contenitori dei rifiuti urbani; è vietato bruciarli, interrarli o abbandonarli nell’ambiente.

I recipienti devono essere conferiti presso ditte o centri specializzati affinché provvedano al relativo smaltimento; infatti sono un pericolo per le persone oltre ad inquinare l’ambiente.

L’onere per la raccolta e lo smaltimento è di spettanza di chi usa il contenuto. Il problema dello smaltimento a costi contenuti è molto complesso e va affrontato dagli operatori agricoli, Amministrazioni provinciali, Arpa, ditte e organismi autorizzati alla gestione (raccolta, recupero, riciclaggio, smaltimento) dei rifiuti e degli impianti per il loro trattamento.

I contenitori puliti devono essere raccolti in appositi sacchi e consegnati ai centri di Stoccaggio provvisorio temporaneo e alle stazioni ecologiche autorizzate dalla Provincia.

Il Centro di stoccaggio è costituito da un cassone metallico, posto in un’area impermeabilizzata, recintata e sorvegliata.  Ogni sacco deve essere etichettato coi dati anagrafici del conferente (cognome, nome, indirizzo).

A San Marino non è ancora stato codificato il recupero di contenitori e plastiche dei fitofarmaci.

 

EFFETTI SULLA SALUTE

 

I prodotti fitosanitari sono tossici per l’organismo umano per cui le misure di sicurezza vanno adottate con scrupolo.

È opportuno che l’operatore agricolo si sottoponga a visite sanitarie preventive e di controllo.

L’esposizione ai prodotti fitosanitari può provocare intossicazione acuta, subacuta, cronica e malattie allergiche.

Ci si intossica:

1.     per ingestione

2.     per contatto

3.     per inalazione

 

È opportuno in caso di intossicazione chiamare un’ambulanza per il trasporto del malato all’ospedale.  Dopo aver allontanato l’operatore dal luogo del trattamento vanno tolti gli abiti  se bagnati, e provocare il vomito se ha ingerito del prodotto.  L’intossicato si deve accompagnare all’ospedale portando l’etichetta del prodotto responsabile dell’avvelenamento.

 Per molto tempo, la difesa delle piante è stata fatta da prodotti di origine minerale (zolfo, rame e suoi sali) o vegetale (come la quassine o il solfato di nicotina).

A partire dagli anni ’50 ci si è indirizzati verso l’uso di nuovi insetticidi e fungicidi di sintesi.  La produzione agricola aumenta notevolmente e conseguentemente anche l’uso di questi prodotti che si considerano come la risoluzione definitiva dei problemi relativi alla difesa delle colture.

Si è effettuato un impiego indiscriminato dei prodotti di sintesi senza tenere conto della presenza del parassita, della sua soglia d’intervento o di rischio reale di sviluppo della malattia.

La lotta guidata è la prima tappa verso un uso razionale della difesa clinica delle colture.  Per i parassiti animali si effettuano campionature in campo per definire l’epoca di comparsa e la reale densità di popolazione.

Per le malattie crittogamiche si deve valutare il rischio di comparsa di infezioni secondo le condizioni climatiche o colturali favorevoli al loro sviluppo utilizzando modelli epimologici.

Importante sulla scelta del farmaco è la selettività nei confronti degli organismi utili che si basa sulla conoscenza sia del loro ciclo biologico che del meccanismo d’azione della sostanza attiva.

Oggi da parte degli agricoltori si opera spessa la lotta integrata o la lotta biologica.

 

Per la lotta integrata si intende l’uso di tutti i prodotti chimici selettivi, mezzi di difesa naturali che consentono di mantenere i parassiti delle piante al di sotto del limite di tolleranza.

La lotta biologica consiste nell’uso di antagonisti naturali per il contenimento della densità di animali dannosi.

La produzione integrata consiste nella produzione economica di derrate di elevata qualità, ottenuta dando priorità ai metodi ecologicamente più sicuri, minimizzando gli effetti collaterali indesiderabili e l’uso di prodotti chimici di sintesi, per aumentare la sicurezza per l’ambiente e la salute umana”.

L’agricoltura biologica rappresenta un sistema di produzione compatibile con l’ambiente che, per la difesa delle colture, si basa sull’abolizione delle sostanze di sintesi.  I prodotti che vengono usati sono fitosanitari di origine naturale o applicando tecniche di lotta biologica (insetti utili, microrganismi).

Nei servizi provinciali di assistenza tecnica alle coltivazioni sono presenti anche tecnici specialisti che forniscono assistenza nel settore dell’agricoltura biologica.

 

 

 

prof.ssa Emma Maria Carli

San Marino, ottobre 1999