IL COMITATO PROARENGO

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IL PRIMO ANNIVERSARIO DELL'ARENGO

 

 LE PRIME ELEZIONI POLITICHE

  

Nella mattinata del 25 marzo 1906, all’interno della Pieve di San Marino, si riunì l’Arengo con la presenza di 805 capifamiglia i quali deliberarono ad ampia maggioranza di mutare la costituzione sammarinese rendendo periodicamente rinnovabile il Consiglio tramite regolari elezioni.

 

Nei mesi successivi i due schieramenti che già avevano assunto una precisa fisionomia nella battaglia appena conclusa, cioè i Conservatori ed i Progressisti, si adoperarono per organizzare le prime elezioni politiche della storia sammarinese. La via scelta per affrontarle fu estremamente semplice: al corpo elettorale furono presentate due liste corrispondenti ai candidati dei due schieramenti. Il Comitato pro-Arringo in data 16 aprile si trasformò in Comitato elettorale presieduto sempre dagli uomini di prima. Nella stessa occasione si decise di redigere una lista di sessanta nominativi sostenuti dai riformisti, individuati all’interno delle varie parrocchie dai comitati parrocchiali, ovvero da organismi preposti ad indagare per tutto il territorio sulla disponibilità dei singoli a diventare consigliere.

Accanto ai comitati parrocchiali, che dovevano anche svolgere opera di propaganda elettorale, venne creata una Commissione di studio con il compito di redigere un regolamento tramite cui gestire le elezioni. Questo regolamento, integrato e corretto da suggerimenti e modifiche volute da rappresentanti del governo, divenne la prima legge elettorale della Repubblica.

Il 10 giugno avvennero le prime elezioni politiche che registrarono un afflusso molto elevato. Tuttavia i risultati dei seggi di Domagnano e Chiesanuova non vennero convalidati, così come si dovettero svolgere elezioni suppletive anche in altre parrocchie. In definitiva le elezioni andarono avanti ancora a lungo, praticamente per tutta l’estate; solo in settembre fu possibile avere l’elenco preciso di tutti i sessanta consiglieri neo-eletti. Il documento che si riporta con i risultati delle elezioni del 10 giugno non ci dà quindi del tutto la reale fisionomia del nuovo Consiglio.