GLI ANNI DECISIVI

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LE PRIME ELEZIONI POLITICHE

 

 IL COMITATO PRO-ARRINGO

  

L’assemblea del 29 ottobre 1905 permise ai progressisti di capire che i tempi erano effettivamente maturi per giungere alla tanto agognata convocazione dell’arengo. All’interno della stessa si provvide a fondare un Comitato pro-Arringo diretto da un gruppo di cui era presidente il giovane avvocato Gustavo Babboni, vice-presidente Pietro Franciosi e segretario un altro avvocato, Moro Morri.

Pietro Franciosi

Gino Giacomini

Gino Giacomini, capo del locale Partito Socialista, preferì rimanere nella penombra perché all’epoca i Socialisti rappresentavano l’ala più dura e radicale del riformismo, e avrebbero quindi di certo potuto essere uno spauracchio per le masse analfabete e totalmente dipendenti dalla cultura cattolica da loro astiosamente avversata.

            La prima azione del Comitato fu quella di invitare il governo a dimettersi e a convocare l’arengo statutario. Nella seduta consigliare del 16 novembre si prese atto che ormai la convocazione dell’arengo non era più procrastinabile, e si deliberò di giungervi in tempi rapidi. Nei mesi seguenti un’apposita commissione approntò un regolamento per la sua esecuzione.

 

 

        Le polemiche  però continuarono a divampare, perché i riformisti più radicali desideravano un arengo ben diverso da quello che poi in realtà si svolse, un arengo cioè con più capacità deliberativa e maggiori poteri di quello che invece si riunì il 25 marzo 1906, utilizzato solo come referendum per verificare se la popolazione voleva veramente un cambio della costituzione, oppure no.

 

        Ci si dovette accontentare dell’arengo - referendum perché i Conservatori di più non erano disposti a concedere, e anche molti riformisti moderati temevano sconvolgimenti politici troppo spinti, capaci di mutare in profondità l’assetto socio-politico della Repubblica e di determinare chissà quali innovazioni rivoluzionarie.