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Il curricolo verticale di
matematica
1. Introduzione
L’educazione alla matematica
contribuisce alla formazione integrale del cittadino,
operando per renderlo capace di sviluppare una visione
scientifica della realtà e di partecipare alle scelte della
società con consapevolezza e capacità critica. Oggi questa
educazione merita una attenzione privilegiata in quanto è
ampiamente verificato come la società contemporanea sia una
società ad elevatissimi coefficienti tecnoscientifici in cui
però scarseggiano le competenze matematico-scientifiche dei
cittadini. A conferma di questa tendenza stanno i
rilevamenti periodici svolti da organizzazioni
internazionali, quali ad esempio l’OCSE, che testimoniano
livelli decrescenti di competenze e, anche, di interesse
nella matematica e nelle scienze da parte dei cittadini dei
Paesi più avanzati tecnologicamente.
La scienza si configura,
oggi più che mai, come il motore delle innovazioni e delle
trasformazioni del mondo globale ma, al contempo, essa non è
compresa fra i saperi maggiormente diffusi e condivisi.
Elevare i cittadini ad un grado maggiore di conoscenza e di
comprensione logico-scientifica sta diventando uno degli
obiettivi fondamentali dei maggiori Paesi occidentali anche
in ragione del fatto che la società occidentale stessa si
connota sempre più come una società basata principalmente
sulla conoscenza. L’inclusione nei processi partecipativi e
democratici della contemporaneità passa attraverso l’accesso
di tutti ad una conoscenza diffusa lungo il corso della
vita. Ma la possibilità di accesso alla conoscenza
permanente si costruisce acquisendo nel corso degli
apprendimenti della scuola di base abilità e competenze
cognitive, relazionali e sociali. Fra queste abilità e
competenze spiccano, per natura fondativa e generativa,
quelle logico-matematiche. L’educazione alla matematica poi,
insieme all’educazione scientifica più in generale, possiede
una finalità propedeutica a tutte le altre e cioè quella di
costruire e far adottare un principio di razionalità.
Una finalità che travalica i
confini disciplinari in quanto l’esercizio della razionalità
entra come componente organizzatrice del pensiero di ogni
altra disciplina, di ogni altro sapere, come componente
quindi massimamente interdisciplinare. La maturazione delle
capacità razionali costituisce uno fra gli obiettivi più
importanti dell’intero processo formativo. Naturalmente
occorre indagare problematicamente il rapporto fra
razionalità e certezza per non incorrere nell’errore ingenuo
di sovrapporle e riconoscere che la matematica in quanto
scienza, oggi, non si presenta più come il paradigma della
certezza, ma certamente come un paradigma del rigore e della
razionalità.
Per tutte queste ragioni, da
tempo, si riconosce l’improrogabilità di una riflessione
coraggiosa sul rinnovamento dei programmi di matematica a
partire dalla individuazione di un curricolo verticale che
moduli nel tempo nuclei contenutistici essenziali e
generativi, nuclei trasversali, e, soprattutto, nuove
metodologie.
Gran parte della scommessa
dell’innovazione nella didattica della matematica si gioca,
infatti, sul terreno metodologico: un’opportuna selezione
dei contenuti diventa la conditio sine qua non
per realizzare la svolta su questo terreno, consentendo di
liberare gli spazi e i tempi necessari a costruire
innovazione metodologica.
Nella individuazione dei
temi che entrano a far parte del curricolo verticale della
matematica occorre che rimanga aperta la dialettica fra
un’idea di matematica che serve (funzione strumentale) e
l’idea di una matematica che forma (funzione culturale).
Questi due ambiti, distinti per approccio e per contenuti,
sono entrambi essenziali alla costituzione di un curricolo
equilibrato. Solo nel loro intreccio e nel loro reciproco
integrarsi si valorizza sia l’elemento di operatività sia
l’elemento “sapienziale” (teoretico), componenti
imprescindibili del pensiero matematico. Entrambi gli
approcci sono indispensabili anche per il raggiungimento di
una formazione coerente degli studenti che necessitano da
una parte di cogliere il carattere strumentale della
matematica, pena la perdita di significato e la riduzione
della disciplina ad un puro gioco di simboli
incomprensibili, dall’altra di cogliere una visione globale
senza la quale la matematica si ridurrebbe ad un mero elenco
di contenuti ostici e privi di metodo e di giustificazione.
Sono questi i vincoli e nello stesso tempo le risorse che
devono guidare la scelta dei nuclei essenziali secondo un
approccio che voglia valorizzare gli elementi di operatività
e nello stesso tempo voglia restituire lo spessore culturale
di temi fondanti intrecciati con altre aree del sapere,
tutti ugualmente connessi con la storia della nostra
civiltà.
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