Osservatorio

 
Sistema Scolastico

 
Riforme e sperimentazioni

 
Inglese

Informatica

 
Links

 
Servizi di supporto

   
 
 

 

 

 

 

Scuola >> Addendum Sammarinese


 

Premessa


Gran parte della sfida per un sistema formativo democratico e pluralista si gioca oggi sulla ricerca di un equilibrio fra locale e globale. Sulla capacità di mantenere un rapporto fra queste due dimensioni che consenta alle istituzioni educative di fornire alfabeti, codici e strumenti, chiavi di accesso al sapere uguali per tutti, e che nello stesso tempo permetta di valorizzare al loro interno le differenze e il confronto fra ipotesi culturali anche molto diverse, nel tentativo di costruire una base comune di saperi e valori condivisi.
Il tradizionale e originario obiettivo della scuola di creare cittadini in grado di riconoscersi in una identità “nazionale” ben definita s’intreccia oggi sempre più con quello d’introdurre a forme di cittadinanza assai più ampie, addirittura planetarie: in un contesto in cui la globalizzazione non è soltanto economica, ma anche politica, culturale e religiosa.
Gli ambienti educativi sono messi a dura prova dai continui cortocircuiti fra la dimensione locale e quella globale delle culture, dei saperi, delle economie e delle esperienze. Si pensi soltanto alla proliferazione di stimoli e di opportunità, ma anche di rischio cognitivo, cui sono esposti i bambini, i giovani e anche gli adulti, uomini e donne, nel flusso di informazioni continuo e disordinato proveniente da fonti assai eterogenee.
La scuola deve affrontare con professionalità questo processo simultaneo di espansione delle opportunità ma anche dei rischi cognitivi. Fondamentale perché ciò accada è riconoscere che sia la dimensione globale sia quella locale sono investite da processi di allargamento e di trasformazione continua.
Ogni possibile comprensione dei grandi temi globali, delle grandi tensioni della contemporaneità, può avvenire solo passando attraverso una corretta relazione con le culture di cui ogni località è intessuta e costituita.
È questa la relazione cui non si può sfuggire se si vuole porre su di una base integrativa e non solo oppositiva i due termini, locale e globale, nella prospettiva di formare un cittadino capace di agire localmente e pensare globalmente.
I contenuti programmatici della scuola sono chiamati a sapere esprimere quanto la storia e la vita sociale hanno nel tempo filtrato e reso proprio, fatto tradizione, reso riconoscibile. Ogni territorio ha, infatti, la sua specificità culturale, sociale e ambientale.
Pensare all’elaborazione di un curricolo locale significa offrire essenziali spazi di formazione alle nuove generazioni in cui i saperi non siano separati dalla concretezza del soggetto conoscente, dai suoi tempi, dai suoi luoghi e dalle sue radici, ma siano saperi situati, contestualizzati.
Le indicazioni programmatiche e i curricoli del sistema formativo devono prevedere percorsi formativi idonei a consentire ai soggetti in formazione di conoscere, interpretare e valutare quei rapporti di territorialità attraverso cui la nostra società, trasformando la “Terra”, trasforma se stessa: la diversità delle civiltà si manifesta proprio come pratiche differenti di uso e di rappresentazione del territorio.
Se si prova a definire il territorio, esso appare in tutta la sua polivalenza: una macrocategoria ricca di tante possibili interpretazioni, una matrice culturale generativa di saperi essenziali e in trasformazione.
Il paradigma della territorialità propone un’immagine di territorio come tessuto di relazioni, come costruzione, come percezione, come simbolizzazione: uno spazio di vita in cui si snodano le relazioni sociali ed economiche, le reti, i flussi economici, sociali, informazionali, e le interdipendenze e insieme gli spazi della soggettività dei gruppi sociali e degli individui, uomini o donne che siano.
Appare perciò evidente come l’analisi del territorio imponga oggi la convergenza di categorie di pensiero appartenenti ad ambiti tradizionalmente separati e lontani e suggerisca di affrontare, attraverso varie discipline, lo stato attuale dei problemi ecologici, sociali e culturali a essa relativi, tentando di leggerli in prospettiva e proponendo sistemi adeguati d’interpretazione e d’intervento.
Per questo il concetto di territorio implica una riflessione epistemologica a partire da una delle definizioni che meglio lo esprime e che interpreta la territorialità come l’insieme delle relazioni intrattenute dall’uomo, in quanto appartenente a un gruppo sociale, con l’esteriorità e l’alterità.
Si tratta dunque d’intendere il territorio come una grande categoria che non ha solo a che fare, evidentemente, con i territori concreti, ma anche con quelli astratti della mente e della cultura. Analizzare l’agire territoriale dell’uomo e della donna significa andare alla ricerca di quelle tracce disseminate nel loro muoversi, nel loro abitare, nel loro usare risorse, nel loro creare civiltà e cultura producendo, appunto, il “territorio”.
Il sapere-fare di ogni singola disciplina deve portare a saper pensare il territorio, a conoscerlo ed interpretarlo utilizzando gli strumenti e i linguaggi che le sono propri. Per riformulare scopi educativi e pratiche didattiche, la scuola deve aprirsi al confronto con le problematiche vissute dagli allievi, a cominciare dal contatto con i contesti territoriali nei quali essi costruiscono ed esprimono le proprie esperienze. Occorre valorizzare maggiormente l’esperienza entro lo spazio territoriale, e, dunque, il collegamento tra la cultura scolastica e le molteplici potenzialità che tale spazio offre, perché i soggetti in formazione siano posti nella condizione di comprendere che anche la cultura scolastica è la testimonianza degli esiti storici, organizzati e comunicati, di una più vasta avventura della conoscenza alla quale tutti gli esseri umani concorrono.
Quando si afferma che il sistema formativo non può ignorare gli apprendimenti culturali di base dei suoi allievi s’intende che l’esperienza iniziale degli individui si verifica in un territorio specifico, il quale esercita il ruolo di contesto interattivo per ogni attività individuale e sociale di coloro che lo abitano, e la cui complessa realtà condiziona la cultura ed i comportamenti degli individui sia prima sia durante il processo di scolarizzazione.
È dunque oltremodo necessario che il sistema formativo riscopra la dimensione locale e la complessità ambientale del proprio territorio di appartenenza, dei propri paesaggi fisici e culturali e le ponga al centro della propria elaborazione educativa proponendone una presenza non marginale nel curricolo, anche perché è proprio dal contatto dell’uomo con il proprio territorio di appartenenza che si costituisce quel patrimonio da cui ha principio la conoscenza di ciascun individuo, la cosiddetta “cultura informale”.
La conoscenza formale, elaborata tramite l’aiuto delle agenzie formative, prima fra tutte l’istituzione scolastica, deve permettere di passare dalle rappresentazioni mentali derivanti dalla percezione dello spazio vissuto, qui ed ora, alla comprensione di culture legate ad altre zone geografiche, ad altre epoche passate o ad immagini del futuro.
Sono questi processi mentali che consentono di utilizzare gli schemi cognitivi acquisiti, per interpretare fenomeni spaziali e temporali di cui non si è avuta diretta esperienza. Processi che consentono, dunque, di costruire un ponte di senso necessario a transitare dalla dimensione locale a quella globale, per poi farvi ritorno, eventualmente, con un’esperienza arricchita dalla conoscenza di differenti modelli culturali. Modelli che possano, successivamente, fare da
sfondo all’agire concreto dei cittadini in un’ottica interculturale e di sviluppo sostenibile.
Sono riflessioni queste che delineano nuove finalità formative tese a favorire la percezione, l’analisi e la comprensione degli eco-socio-sistemi, locali e globali, all’interno dei quali e per mezzo dei quali la vita biologica fluisce, al fine di diventare cittadini consapevoli e responsabili nei confronti di sé, dell’ambiente e della comunità intesa non solo come società di appartenenza, ma anche come pianeta.
La finalità è quella di armonizzare le differenti istanze educative presenti nel sociale e convogliarle in un progetto comune di costituzione di comunità di apprendimento di cittadini che, seguendo modalità di pratica e ricerca, mettano a punto modelli differenti di sviluppo del territorio promuovendosi attori protagonisti dello sviluppo sostenibile e mediatori di pace.
Sotto la spinta di questi ideali formativi condivisi, si è pensato di declinare pluralmente, secondo quattro ottiche sistemiche, il tema generante “territorio”, sia in senso diacronico sia in senso sincronico. Da queste premesse scaturiscono, quindi, i seguenti “percorsi” curricolari:

 
   

indietro :: avanti

 
 
 

Università della Repubblica di San Marino