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Plurilinguismo

 

Ambienti multilingui per crescere cittadini plurilingui


“L’acronimo CLIL (Content and Language Integrated Learning) viene utilizzato come termine generico per indicare tutte quelle metodologie in cui si adopera una seconda lingua (una lingua straniera, una lingua regionale o minoritaria, ecc.) per insegnare le materie non linguistiche del curriculum” (Rapporto Eurydice 2006).

A ben guardare, impariamo una lingua non tanto perché, a scuola o a casa, passiamo del tempo a fare esercizi, a studiare elenchi di vocaboli e di espressioni, ad esercitarci in attività scritte e orali. Sono soprattutto le occasioni che ci diamo per usare una lingua in contesti significativi che rendono l’apprendimento efficace. Infatti non si tratta tanto di imparare una lingua, ma di imparare ad usare una lingua.

Inoltre, tra i fattori che possono contribuire a rendere l’apprendimento significativo, gioca un ruolo di primo piano tutto ciò che ci circonda, ciò che ci entusiasma, ciò che interessa e stimola la nostra curiosità, ciò che aumenta la motivazione ad imparare. L’ambiente di apprendimento diventa, quindi, di primaria importanza per lo sviluppo di una delle “competenze chiave di cittadinanza”, ovvero l’imparare ad imparare: imparo una lingua attraverso un contenuto disciplinare, ma imparo anche come si imparano le lingue.

Il sito della Commissione Europea fornisce un elenco di vantaggi che derivano dall’introduzione del CLIL. In particolare questa metodologia:

  • costruisce una conoscenza ed una visione interculturale (aumentando le capacità di relazione e di convivenza);
  • migliora le competenze linguistiche e le abilità di comunicazione orale;
  • offre la possibilità di studiare il medesimo contenuto da diverse prospettive;
  • permette un maggior contatto con la lingua senza richiedere ore aggiuntive di insegnamento;
  • consente di “completare” le altre materie invece che “competere” con esse;
  • aumenta la motivazione degli studenti, sia verso la lingua sia verso la materia che viene insegnata;
  • accresce la disponibilità dei giovani alla mobilità nell'istruzione e, successivamente, nel lavoro.

Un importante passo verso la costruzione di ambienti di apprendimento che promuovano il plurilinguismo, è stato mosso grazie a un innovativo progetto attivato dalla Segreteria di Stato per l'Istruzione e la Cultura. Il progetto si avvale della consulenza del Prof. Martin Dodman ed è rivolto agli insegnanti di tutte le scuole sammarinesi, dalle educatrici operanti presso gli Asili Nido fino ai docenti della Scuola Secondaria Superiore.

 

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