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24/11/2010

Appuntamento speciale in palestra

Quando le Insegnanti di Educazione Fisica Veronesi Daniela, Leardini Dolores e Cristina D’Annuntiis mi comunicarono della possibilità di organizzare, sabato 17 maggio 2008, un incontro tra la Nazionale di Calcio Italiana Sport Speciali e la nostra scuola, ho accolto subito e volentieri l’opportunità, attribuendogli una valenza particolare che avrebbe arricchito tutti noi: ragazzi e adulti compresi.

Sarebbe stata questa, infatti, una formidabile occasione per provare a metterci nei panni altrui, un “gioco” che ognuno di noi dovrebbe fare ricorrentemente proprio per meglio conoscere noi stessi e gli altri, per cogliere i nostri limiti e l’altrui valore, per capire che ognuno di noi è portatore di qualcosa e mancante di qualcos’altro, ma che, se lo si vuole, si può tentare di conquistare.

L’umanità è variegata: ha in sé condizioni, esperienze,capacità e vissuti diversi e proprio per questo potrà essere una forza solo se saprà valorizzare i contributi di ciascuno che, nel loro insieme, possono rivelarsi una vera ricchezza.

Dopo aver incontrato e ammirato nella loro esibizione sportiva i giocatori ipovedenti della Nazionale Italiana, possiamo ben dire che abbiamo imparato tanto da loro; persone che non si sono arrese ma, anzi, con coraggio e determinazione conducono la loro vita cercando di superare i limiti e dimostrando che, se si vuole, si può.

Si può sfidare l’altro e se stessi in competizioni sportive, si può non rinunciare alle piccole o grandi conquiste di ogni giorno, si può continuare ad apprendere, si può e si deve andare incontro al futuro sorridendo.

Si può, anche giocando con passione una partita, essere “Maestri di vita”.

A nome di tutta la scuola Media di San Marino, esprimo un caloroso grazie ai giocatori della Nazionale Italiana!

Preside: Marina Rossi        

 


 

24/11/2010

Una partita “speciale”

17 maggio 2008

Classe 3a A

III Circoscrizione

 

“Sabato 17 maggio andremo a vedere una dimostrazione di goalball per non vedenti!” aveva annunciato la prof di italiano

A queste parole mi sono chiesta: “Cos’è il goalball, e per giunta per non vedenti?” E ho anche pensato:” Sarà anche una cosa noiosa, ma forse sempre meglio che fare grammatica!”

 Con questo animo mi sono recata con i miei compagni al Multieventi di Serravalle.

Vedendo giocare quei ragazzi il mio pensiero è cambiato: non avevo davanti persone “diverse”, ma giovani desiderosi di fare una cosa normalissima: semplicemente divertirsi.

Ho scoperto che non tutti coloro che giocavano erano ciechi dalla nascita, anzi, c’era un signore che lo è diventato dopo un incidente. Così ho capito che è un problema che potrebbe toccare ad ognuno di noi. I miei amici hanno voluto giocare, così si sono fatti bendare e sono scesi in campo. Mi hanno detto che hanno provato una sensazione di disorientamento…

Al ritorno a scuola, in corriera, riflettendo meglio di quanto avevo fatto all’andata, ho capito che la “cieca” in realtà ero io, quella che non voleva vedere quei ragazzi come persone, ma si ostinava a considerarli “diversi”. Ho imparato anche che loro non “vedono” il mondo con gli occhi, ma con il cuore, cosa che noi non siamo in grado di fare, e molto probabilmente sanno apprezzarlo meglio di tutti noi.

                                                                              Agata Alina Riccardi

 

…quando mi hanno proposto di giocare ero un po’ perplesso: com’era possibile giocare bendati? Ma ho voluto provare. È stata un’esperienza entusiasmante che vorrei ripetere con tutti i miei amici. Ho capito che essere disabile non significa piangersi addosso, perché se lo desideri veramente puoi fare esattamente quello che fanno gli altri, quelli che si considerano abili, ma che in questa occasione hanno dimostrato di non esserlo poi così tanto.

                                                                                      

Luca Guerra

 

…purtroppo io non sono riuscito a giocare per mancanza di tempo, però, seguendo la partita, ho notato che i miei amici erano molto impacciati, mentre gli avversari avevano un gran senso dell’orientamento e riuscivano a percepire molto bene il loro corpo nello spazio. Ad un tratto sembrava che la situazione si fosse capovolta e i disabili fossimo noi. Chissà, forse con questa esperienza ci hanno voluto far capire quanto siamo fortunati ad essere sani e quanto poco ce ne rendiamo conto. Ho ammirato la loro voglia di fare e ho capito che quando desideri veramente una cosa, anche fra mille difficoltà puoi ottenerla, l’importante è che non ti arrendi.

                                                                                 Jan Luca Pinheiro

 

Mi è molto piaciuta questa esperienza. Ho anche provato a giocare e, una volta bendato, mi sono sentito circondato da una miriade di suoni. È stata una gioia apprendere che avevo segnato un goal. Bendato perdi il senso dell’orientamento e capisci quanto sei fortunato a vedere il mondo intorno a te.

                                                                                    Michele Giagoni

 

L’esperienza mi è servita per due motivi: giocare bendata  mi ha trasmesso un’emozione incredibile e mi ha insegnato a capire che i disabili non sono persone che hanno tanto bisogno d’aiuto perché da soli non ce la possono fare, ma sono uomini e donne forti e coraggiosi che, pur nella sfortuna, non si fermano, ma vanno avanti nella vita, trovando modi per esprimersi in cui non serve la vista, ma basta saper aguzzare bene gli altri sensi.

                                                                                Maddalena Ugolini

 

Sembrava facile giocare bendati, ma quando sono entrato in campo ho scoperto che era tutto molto più complicato. Dovevi essere concentratissimo per intuire da dove arrivasse la palla. L’esperienza però mi ha fatto capire che un problema fisico non ti impedisce, se davvero lo desideri, di continuare a giocare e a divertirti e inoltre credo, adesso, di apprezzare maggiormente le mie doti.

                                                                                     Luca Gasperoni

 

Quando sono sceso in campo all’inizio mi sono sentito strano: mi sembrava impossibile lanciare un pallone dritto, davanti a me o riuscire a prenderlo senza vedere, poi ho capito che potevo farcela, bastava mettere in moto gli altri sensi.

                                                                                     Omar Cecchetti

 

Quando ho provato a giocare mi sono sentito impedito, ma ho anche capito che per fare qualunque cosa bisogna avere coraggio, prendere esempio da chi è stato più sfortunato di noi, e non piangere sui propri guai. Probabilmente sono proprio i problemi e le difficoltà della vita che ci aiutano a diventare più forti.

Lorenzo Spadoni

 

Questa esperienza mi ha fatto riflettere su come noi, che ci riteniamo persone “normali”, appena incontriamo una difficoltà sul nostro cammino ci arrendiamo, ma sbagliamo perché dovremmo essere tenaci come i nostri amici disabili che continuano a vivere riuscendo a fare le cose più incredibili.

 

Michela Alpini

 

Anche io ho voluto giocare ed è stato meraviglioso stendersi a terra e parare la palla con il corpo. Dico la verità, in quella situazione i diversi e gli impediti eravamo noi.

Matias Cruz Pasquali

 

Quello che mi ha impressionato quando sono arrivata in palestra è stato il silenzio. Forse dovremmo trarre dal goalball alcuni insegnamenti e imparare, da chi lo gioca cosa, significa rispetto delle regole. Chissà come sarebbe bello se quelle fossero applicate in uno stadio!

Vanessa Faitanini

 

Io non ho avuto il coraggio di giocare perché temevo di non riuscire a sentire da dove provenisse la palla. I ragazzi non vedenti invece mi sono sembrati molto abili e a loro agio.

Sara Valentini

 

Mi ha sorpreso apprendere che uno dei non vedenti lo era diventato da poco, dopo un incidente, perciò ho capito che non sempre lo si nasce e che si tratta di una situazione in cui chiunque di noi potrebbe trovarsi da un momento all’altro.

Giacomo Felici

 

Io ho cercato di aguzzare al massimo l’udito, ma era veramente difficile sentire il campanellino che suonava all’interno della palla. Secondo me uno sport del genere dovrebbe essere introdotto anche nella nostra scuola, ci aiuterebbe a diventare tutti più sensibili

Andrea Scarponi


 

17-Mar-2008

Conferenza sulla Bioedilizia

Il giorno 17 marzo 2008 dalle ore 9.00 alle ore 11.00 si è tenuta una conferenza sulla Bioedilizia nell’aula magna della Scuola Media Cir.3 dall’architetto Lara C. Caldarelli  esperto nella progettazione di strutture e servizi ambiente compatibili e dall’architetto Alessandro Galassi che sta seguendo la realizzazione del “Casale La Fiorina” casa per anziani.

Lara C. Caldarelli ha presentato, con l’ausilio di immagini, un quadro generale sull’argomento dell’incontro, fornendo i principi che sono alla base di una progettazione bioedile, insieme ad alcune definizioni sull’architettura sostenibile dove la natura è modello per una progettazione ecologica (materiali costruttivi, utilizzo delle risorse naturali; impianti a basso consumo energetico; il bilancio energetico per una progettazione di soluzioni abitative ecologiche).

L’architetto Alessandro Galassi ha presentato il progetto della nuova struttura residenziale per anziani ed ha illustrato le tematiche ambientali considerate nella progettazione e lo stato di avanzamento del cantiere stesso, attraverso una serie di immagini fotografiche.

Per i professori è già possibile portare i ragazzi a visitare l’edificio in costruzione dove ci sarà la possibilità di esaminare soluzioni tecniche adottate per realizzare un ambiente favorevole al benessere psicofisico dei suoi abitanti e della sostenibilità ambientale.

Alla conferenza hanno partecipato tutti gli insegnanti interessati ad approfondire le tematiche sulla bioedilizia e sulla sostenibilità ambientale.

 

 


 

29-FEB-2008

attività ELETTIVE -2° QUADRIMESTRE

SUCCESS @ KET

CORSO PROPEDEUTICO AL KET

(ESAME DI LIVELLO ELEMENTARE PER LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE IN LINGUA INGLESE)

CONDOTTO DALLA PROF.SSA DRENKA DREZGA E DALLA PROF.SSA IRENE GANTNER

Il corso è riservato agli alunni della terza media.

L'obiettivo principale è il superamento dell'esame di certificazione esterna KET (Key English Test) dell'Università di Cambridge ESOL (English for Speakers of Others Countries).

Si configura come corso di potenziamento diretto di quegli allievi che gia possiedono un buon livello di competenze e desiderano sia progredire sia familiarizzare con le tipologie di test previste negli esami di certificazione esterna.

Calendario e orario delle lezioni:

GiornoDataOrario
Giovedì28 febbraio13.30-15.30
Giovedì6 marzo13.30-15.30
Giovedì13 marzo13.30-15.30
Giovedì27 marzo13.30-15.30
Giovedì3 aprile13.30-15.30
Giovedì10 aprile13.30-15.30
Giovedì17 aprile13.30-15.30
Giovedì24 aprile13.30-15.30
Giovedì8 maggio13.30-15.30
Giovedì15 maggio13.30-15.30

 


24-GEN-2008

 

Giornata della Memoria

PER NON DIMENTICARE


Iniziative a cura del Centro di Documentazione Terza Circoscrizione

  • Sabato 26 gennaio

Non c’è futuro senza memoria”

Documenti, testimonianze, immagini e musica…

Gli alunni e le alunne raccontano la Shoah ai compagni

(Aula riunioni Terza Circoscrizione v. orario allegato)

  • Lunedì 21 gennaio – sabato 2 febbraio

Per conoscere…ricordare…riflettere”

Mostra bibliografica organizzata dalla Biblioteca, con approfondimenti su “I bambini e la Shoah”. Su questo tema la Biblioteca propone la visione del film “Jona che visse nella balena“ (R. Faenza, 1993).

  • Marzo - aprile

La Storia diventa racconto di vita”

per le classi Terze che lo desiderano:

Incontro con alcuni ex- deportati, per ascoltare la diretta testimonianza di chi ha vissuto la dolorosa esperienza dei Campi di concentramento

  • Marzo – aprile

Il coraggio di condividere”

L’importanza dell’azione individuale davanti alle tragedie della storia

per le classi Terze che lo desiderano:

incontro sui Giusti e visione del documentario, realizzato dal Centro di Documentazione Terza Circoscrizione, che ricostruisce la storia di Ezio Giorgetti, primo italiano riconosciuto Giusto tra le nazioni per aver salvato un gruppo di ebrei fuggiti da Asolo, dove erano prigionieri in un Campo di internamento per prigionieri civili.

L’11 settembre 1943, 27 ebrei arrivano a Bellaria e trovano ospitalità presso la Pensione Savoia di Ezio Giorgetti, ma non svelano subito la loro reale identità e si presentano come profughi dell’Italia meridionale; dopo alcuni giorni, Ezio Giorgetti capisce che sono stranieri, chiede spiegazioni e gli ospiti dichiarano di essere ebrei. Giorgetti decide di accogliere la loro richiesta di aiuto e, da quel momento fino alla liberazione, offrirà loro protezione, condividendo il pericolo di essere perseguitato. Come per Giorgio Perlasca, per Oskar Schindler e per numerosi altri, anche per Ezio Giorgetti la scelta è immediata e la solidarietà e il coraggio appaiono le uniche risposte possibili davanti alle necessità di altri esseri umani.

  • Sabato 26 gennaio:

ore 9.10 – 10

classi: Circoscrizione Prima 3B 3C

Circoscrizione Terza 3B 3E


Ore 11 (prima del suono della campanella) – 12

Classi: Circoscrizione Prima 3F

Circoscrizione Terza 3A 3D 3C

Ore 12.05 – 13

Classi: Circoscrizione Prima 3A 3D 3E

Circoscrizione Terza 3F

  • Film disponibili

Aula video Prima Circoscrizione

Aula video Terza Circoscrizione

  • Arrivederci ragazzi, di L. Malle

  • La vita è bella, di R. Benigni

  • La rosa bianca, di M. Rothermund

  • Jona che visse nella balena, di R. Faenza

  • L’amico ritrovato, di j. Schatzberg

  • Schindler’s list, di S. Spilberg

  • Train de vie, di R. Mihaileau

  • Perlasca: un eroe italiano, di Alberto Negrin

 


 

23-nov-2007

BIBLIOSCIENZA

 

 

25 SETTEMBRE 2007

Inaugurazione impianto fotovoltaico realizzato a scopo didattico nelle Scuole Medie della Repubblica di San Marino

All’interno dei progetti educativi interdisciplinari della Scuola Media è riservato uno spazio particolare alle vaste e articolate problematiche ambientali.

Infatti l’offerta formativa prevede che, nell’ambito più generale della formazione civile del cittadino europeo, si ponga la necessaria attenzione ai valori della vita e dell’ambiente, in un’ottica di sviluppo sostenibile.

Ben si inserisce in tale contesto l’utilizzo delle fonti energetiche pulite e rinnovabili quali quelle della luce e del sole.

Grazie alla fondamentale donazione ricevuta dalla Fondazione SUMS della Cassa di Risparmio di San Marino, al contributo ricevuto dall’Ecc.ma Reggenza, dall’ANIS, dall’ICEM, dalla Passepartout e alla preziosa collaborazione e supervisione tecnica dell’AASS, quest’anno si è resa possibile la realizzazione degli impianti che hanno l’obiettivo di evidenziare tramite monitor la quantità di KW prodotti e di CO2 non immessa nell’atmosfera, dati che sottolineano l’efficacia delle fonti di energia pulita e rinnovabile in relazione alla tutela dell’ambiente.

Al prof. Stefano Santini va riconosciuta la capacità di aver ideato il progetto e di aver governato le articolate fasi della sua realizzazione, credendo fortemente insieme agli altri insegnanti di Scuola Media nelle finalità educative e didattiche che si intendono perseguire.

Il giorno 25 settembre alle ore 11 alla presenza degli Ecc.mi Capitani Reggenti, del Segretario di Stato per la Cultura e Istruzione e del Segretario di Stato per l’Industria e Artigianato, è avvenuta nella Scuola Media di Serravalle l’inaugurazione dell’Impianto Fotovoltaico che, per altro, è stato realizzato anche nelle altre Circoscrizioni.

                                                              Preside e Vice Presidi della Scuola Media