27 gennaio:

GIORNATA  DELLA  MEMORIA

 

 27 gennaio 1945: un reparto dell’Armata Rossa libera il campo di sterminio di Auschwitz (Polonia) dove erano stati imprigionati e sacrificati milioni di persone da parte del regime nazista. In ragione di tale avvenimento, le Nazioni Unite hanno proclamato il 27 gennaio “Giornata internazionale in memoria delle vittime della Shoah”.

 

27 gennaio 2005: il complesso concentrazionario di Auschiwitz diventa il teatro di un’imponente e solenne manifestazione per celebrare la liberazione di uno dei luoghi più disperati che il mondo abbia ospitato. Ci sono 48 tra Capi di Stato, governanti e teste coronate, sopravvissuti ebrei e rom, un drappello di quei soldati russi che erano comparsi in quell’alba di sessanta anni addietro.

Tre giorni prima, il 24 gennaio, l’O.N.U. si era riunito in seduta plenaria per ascoltare il discorso del premio Nobel per la pace, ed ex internato, Elie Wiesel, ora scomparso.

 

27 gennaio 2007: nel trascorrere dei decenni, i diretti testimoni di quel genocidio se ne sono in gran parte andati; a maggior ragione, quindi, è doveroso ricordare quanto è stato da parte di tutti noi.

 

 

Da “I sommersi e i salvati” di Primo Levi:   

L’esperienza di cui siamo portatori noi superstiti dei Lager nazisti è estranea alle nuove generazioni dell’Occidente e sempre più estranea si va facendo a mano a mano che passano gli anni. Per i giovani degli anni ’50 e ’60, erano cose dei loro padri: se ne parlava in famiglia, i ricordi conservavano ancora la freschezza delle cose viste. Per i giovani di questi anni ’80- e tale riflessione sarà ancora più valida per i ragazzi del terzo millennio- sono cose dei loro nonni: lontane, sfumate, <storiche>. Essi sono assillati dai problemi d’oggi, diversi, urgenti:la minaccia nucleare, la disoccupazione, l’esaurimento delle risorse, le tecnologie che si rinnovano freneticamente e a cui occorre adattarsi. La configurazione del mondo è profondamente mutata: l’Europa non è più il centro del pianeta. Gli imperi coloniali hanno ceduto alla pressione dei popoli d’Asia e d’Africa assetati d’indipendenza, e si sono dissolti, non senza tragedie e lotte fra le nuove nazioni. La Germania è diventata rispettabile e, di fatto, detiene i destini dell’Europa…Si affaccia all’età adulta una generazione scettica, priva non di ideali, ma di certezze… disposta ad accettare le verità piccole, mutevoli sull’onda delle mode culturali, pilotate o selvagge. Per noi parlare con i giovani è sempre più difficile. Lo percepiamo come un dovere e insieme come un rischio: il rischio di apparire anacronistici, di  non essere ascoltati. Dobbiamo essere ascoltati: al di sopra delle nostre esperienze individuali, siamo stati collettivamente testimoni di un evento fondamentale, avvenuto contro ogni previsione. E’ avvenuto in Europa: incredibilmente è avvenuto che un intero popolo civile, appena uscito dalla fervida fioritura culturale di Weimar, seguisse un istrione la cui figura oggi muove al riso; eppure Adolf Hitler è stato obbedito ed osannato fino alla catastrofe: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire …  Se il mondo potesse essere convinto che Auschwitz non è esistito, costruire un secondo Auschiwtz sarebbe più facile e nulla assicura che divorerebbe solo Ebrei”

 

La fredda e spietata predeterminazione nazista a  perseguire lo <stermino finale> ci pone tanti interrogativi ma, soprattutto, ci invita a pensare che il “male” si deve e si può combattere anche  aiutando i giovani a comprendere il significato profondo e autentico dei termini libertà, scelta, democrazia e le relazioni esistenti tra di essi, come alcuni versi di Bertold Brecht  sembrano suggerirci:

 

Né domani, né mai.

“E Voi, imparate che occorre vedere

e non guardare in aria;

occorre agire

e non parlare.

Questo mostro stava, una volta,

per governare il mondo!

I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto:

il grembo da cui nacque

è ancora fecondo.”

 

E’ bene che i giovani percepiscano che, come nel passato gli stereotipi del pregiudizio hanno generato il consenso a fatti atroci, così nella società odierna nuovi pregiudizi potrebbero far nascere eventi nefasti per l’umanità.

La Preside ed i Docenti della Scuola Media di Serravalle ritengono più che mai opportuno riflettere, insieme ai loro ragazzi, sull’accaduto perché se ne abbia conoscenza e si acquisisca la capacità di leggere nelle pieghe oscure della storia passata e presente dell’uomo. In tale contesto, nella biblioteca della scuola è stata allestita una mostra tematica di libri di narrativa sul tema della “SHOAH” e verranno proposte all’attenzione delle classi alcune opere cinematografiche che certamente condurranno ad ulteriori approfondimenti sull’olocausto in epoca nazista. Di riflesso, gli alunni potranno esercitare la  capacità di lettura critica in merito alle violenze ed alle sopraffazioni del mondo contemporaneo ed operare per la loro sconfitta. Siamo profondamente convinti che anche la scuola  possa contribuire alla  maturazione di una presa di coscienza collettiva  tesa  a recidere le radici dell’intolleranza e del razzismo sotto qualsiasi veste si presentino e, contemporaneamente, debba valorizzare  il rispetto per i diritti umani, il senso di solidarietà, l’apertura al dialogo ed alla collaborazione.

 

Film sul tema:

  • Martedì 23 Gennaio  Arrivederci ragazzi di L. Malle

 

  • Mercoledì 24 Gennaio   La vita è bella di R. Benigni

 

  • Giovedì 25 Gennaio   La rosa bianca di M. Rothermund

 

  • Venerdì 26 Gennaio  Jona che visse nella balena   di R. Faenza

 

  • Sabato 27 Gennaio   L'amico ritrovato  di J. Schatzberg

 

 

Uno spazio nella memoria

"Per non dimenticare"

..."Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli"...

(Primo Levi)

 

BIBLIOGRAFIA RAGAZZI

           Autore                                  Titolo                             Editore            Coll.

1.      Joffo Joseph

Un sacchetto di biglie

Sansoni

9

2.      Remarque E.M.

Tempo di vivere, tempo di morire

Mondadori

3

3.      Vercos

Il silenzio del mare

Einaudi

3

4.      Malle Louis

Arrivederci ragazzi

Archimede

9

5.      Wiesel Elie

La notte

De Agostini

3

6.      Kerr Judith

Quando Hitler rubò il coniglio rosa

Sansoni

3

7.      Frank Anna

Diario

Einaudi

9

8.      Lindwer W.

Gli ultimi sette mesi di Anna Frank

Newton

9

9. Edvardson Cordelia

La principessa delle ombre

Giunti

9

10.  Orlev Uri

L’isola in via degli uccelli

Salani

9

11.  Gallaz C.

Rosa bianca

Ed. C’era una volta

1

12.  Levi Primo

Se questo è un uomo

Einaudi

3

13.  Levi Primo

La tregua

Einaudi

3

14.  Bassani Giorgio

Il giardino dei Finzi -Contini

Einaudi

3

15.  Siegal Aranka

All’inferno e ritorno

Elle

3

16.  Siegal Aranka

Capro espiatorio

Elle

3

17.  Carpi Aldo

Diario di Gusen

Einaudi

9

18.  Sessi Frediano

Ultima fermata: Aushwitz

Einaudi

9

19.  Uhlman Fred

L’amico ritrovato

Loescher

3

20. Pappalettera V. (a cura di)

Nei lager c’ero anch’io

Mursia

9

21.Pappalettera Vincenzo

Tu passerai per il camino

Mursia

9

22.Wiesenthal Simon

Max ed Elen

Garzanti

3

23.  Stille A.

Uno su mille

Mondadori

9

24.  Hoss R.

Comandante ad Auschwitz

Einaudi

9

25. Pezzoli O. (a cura di)

KZ- Lager

A.N.E.D.

940.54

26.  AA.VV.

Il sonno della ragione

Agorà

3

27.  AA.VV.

Mai più

Archimede

9

28.  AA.VV.

Per non dimenticare

Mursia

940.54

29.  Jevolella M

I lager della morte

Paravia

940.54

30.  Zuccotti S.

L’Olocausto in Italia

Tea

940.54

31.  Dell’Oro Ermina

Un treno per la vita

Mondadori

9

32.  Orlev Uri

Corri ragazzo, corri

Salani

9

33. Pederiali Giuseppe

Il diario di Jorg

Mondadori

9

34.  Orlev Uri

Lydia, regina della terra promessa

Salani

9

35.  Defonseca M.

Sopravvivere coi lupi

Archimede

9

36. Richter Hans Peter

Si chiamava Friedrich

Mondadori

9

37.  Millu Liana

Il fumo di Birkenau

Giuntini

3

38.  Orlev Uri

Un’isola in via delle rondini

Salani

3

39. Pederiali Giuseppe

I ragazzi di Villa Emma

B.Mondadori

3

40.  Bruckner Winfried

I ragazzi di Varsavia

Giunti

3

41.  Oberski Jona

Anni d’infanzia

 Nuova Italia

9

42.  Greene B.

L’estate del soldato tedesco

Mondadori

4

43.  Greene B

In cerca di Anton

Mondadori

4

44.  Gavinelli Gabriella

La memoria dell’offesa

Principato

3

45.  Gutman Claude

L’albergo del ritorno

E.Elle

3

46.  Gutman Claude

La casa vuota

E.Elle

3

47.  Levoy Myron

Alan e Naomi

Mondadori

3

48.  Spiegelman Art

Maus

BUR

10

49.  Uhlman Fred

Storia di un uomo

Feltrinelli

9

50.  Dell’Oro Ermina

La casa segreta

Mondadori

9

51.  Brindisi G.A.

La Shoah

Medusa

9

52.  Bassani Giorgio

Gli occhiali d’oro

Mondadori

3

53.   

Viaggio ad Auschwitz

Idest

909.08

54.  Kuper Jack

Figlio dell’Olocausto

De Agostini

9

55.  Levi Primo

Il sistema periodico

Einaudi

1

56.  Molesini Andrea

All’ombra del lungo camino

Mondadori

1

57.  Hartling Peter

Porta senza casa

Piemme

3

58.  Joffo Joseph

Il mio amico Simon

Archimede

3

59.  Kordon Klaus

Fratelli come amici

E.Elle

3

60.  Mussini Cesare

Il treno della speranza

Edisco

9

61.  Singer Isaac B.

Un giorno di felicità

Bompiani

9

62.  Steinbeck John

La luna è tramontata

Mondadori

3

63.  Antelme Robert

La specie umana

Einaudi

9

64.  Bonfantini Mauro

Un salto nel buio

Einaudi

3

BIBLIOGRAFIA RAGAZZI

            Autore                                   titolo                             editore             coll

1.      Hulman Fred

Storia di un uomo

Feltrinelli

9

2.      Sorrentino Lamberti

Sognare a Mauthausen

Bompiani

9

3.      Nissim Gabriele

L’uomo che fermò Hitler

Mondadori

9

4.      Deaglio Enrico

La banalità del bene

Feltrinelli

9

5.      Hasselbach Ingo

Diario di un naziskin

EST

9

6.      Vdal-Naquet Pierre

Gli assassini della memoria

Einaudi

940.54

7.      Picciotto F.Liliana

Il libro della memoria

Mursia

940.54

8.      Fontana L.(a cura di)

I nemici sono gli altri

Giuntina

940.53

9.      Collotti Enzo

Il nazismo

Zanichelli

943

10.  Mosse G.

Il razzismo in Europa

Mondadori

909

11.  Gatti E.

Lager

Toschi

940.54

12.  Heiden K.

Adolf Hitler

Sansoni

943

13.  Ziegler J.

La Svizzera, L’oro e i morti

Mondadori

940.53

14.  Foa V.

Questo Novecento

Einaudi

940

15.  Heiden K.

Adolf Hitler

Sansoni

943

16.  Mosse G.

Intervista sul fascismo

Laterza

321.94

17.  Cassese A.

I diritti umani nel mondo contemporaneo

Laterza

323

18.  Hofer W.

Il nazionalsocialismo

Feltrinelli

943

FILM

La vita è bella

Roberto Benigni

Schindler’s list

S. Spielberg

Il diario di Anna Frank

 

La notte di San Lorenzo

P.V. Taviani

Arrivederci ragazzi

Louis Malle

L’amico ritrovato

J. Schatzberg

Kapò

 

Memorie

 

La tregua

 

 

 

 

Questi brani, estratti da alcuni romanzi autobiografici, permettono di conoscere alcuni aspetti della vita nel lager e le difficoltà, i problemi incontrati dai sopravvissuti per reinserirsi ella vita “normale”

 

NEL LAGER

Da “ LA NOTTE “ di ELIE WIESEL

…Mai  dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.

Mai dimenticherò quel fumo.

Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.

Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia fede.

Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.

Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni che presero il volto del deserto.

Mai dimenticherò tutto questo, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai…

 

 

Da “ ANNI D’INFANZIA di JONA OBERSKI

 

…Quando la porta fu chiusa,  venne da me: Mi sollevò in alto per mettermi dentro il pentolone. Domandai se però dopo veniva anche a tirarmi di nuovo fuori. “Sì, naturalmente”. A quella pentola non c’erano altri bambini. “comincia a mangiare alla svelta” mi disse. Lui raspò il cibo con le dita, lo raccolse con la mano e se lo mise in bocca. Io dissi che la mia mamma non mi permetteva di leccarmi le dita. “Ma io sì” fece lui e se ne andò. Io non sapevo che cosa fare. Gli altri bambini si leccavano le dita. Volevo cominciare anch’io a ripulire il pentolone con le dita, quando l’uomo tornò e mi portò un bel cucchiaio luccicante che pareva d’argento.

Il pentolone non era ancora completamente vuoto quando l’uomo tornò e disse che dovevo andarmene. Io continuai a mangiare in gran fretta, ma lui mi sollevò e mi depose fuori dal pentolone, sul pavimento. Il cucchiaio lo potevo tenere, mi disse, ma dovevo fare attenzione a nasconderlo ben bene sotto i vestiti…

 

 

Da “SE QUESTO E’ UN UOMO” di PRIMO LEVI

 

…Abbiamo imparato che tutto serve: il fil di ferro per legarsi le scarpe; gli stracci per ricavarne pezze da piedi; la carta per imbottirsi (abusivamente) la giacca contro il freddo. Abbiamo imparato che d’altronde tutto può essere rubato, anzi viene automaticamente rubato non appena l’attenzione si rilassa; e per evitarlo abbiamo dovuto apprendere l’arte di dormire col capo su un fagotto fatto con la giacca, e contenente tutto il nostro avere, dalla gamella alle scarpe…

Insensati e infiniti sono i riti da compiersi: ogni giorno al mattino bisogna fare il “letto” perfettamente piano e liscio; spalmarsi gli zoccoli fangosi e repellenti con l’apposito grasso da macchina…alla sera bisogna sottoporsi al controllo dei pidocchi e al controllo della lavatura dei piedi; al sabato farsi radere la barba e i capelli, rammendarsi o farsi rammendare gli stracci; alla domenica sottoporsi al controllo generale della scabbia e al controllo dei bottoni della giacca che devono essere cinque…

La morte comincia dalle scarpe: esse si sono rivelate per la maggior parte di noi, veri arnesi di tortura, che dopo poche ore di marcia davano luogo a piaghe dolorose che fatalmente si infettavano…i piedi si gonfiano, e più si gonfiano più aumenta l’attrito con il legno e la tela delle scarpe diventa insopportabile. Allora non resta che l’ospedale, ma entrare in ospedale è estremamente pericoloso…

 

 

IL RITORNO

 

Da “LA TREGUA “di PRIMO LEVI

 

…Giunsi a Torino il 19 ottobre, dopo trentacinque giorni di viaggio: la casa era in piedi, i familiari tutti vivi, nessuno mi aspettava.

Ero gonfio, barbuto e lacero, e stentai a farmi riconoscere. Ritrovai gli amici pieni di vita, il calore della mensa sicura, la concretezza del lavoro quotidiano, la gioia liberatrice del raccontare. Ritrovai un letto  largo e pulito che a sera (attimo di terrore) cedette morbido sotto il mio peso. Ma solo dopo molti mesi svanì in me l’abitudine di camminare con lo sguardo fisso al suolo come per cercarvi qualcosa da mangiare o da intascare  presto e vendere per pane; e non ha cessato di visitarmi, a intervalli ora fitti ora radi, un sogno pieno di spavento. E’ un sogno entro un altro sogno, vario nei particolari, unico nella sostanza. Sono a tavola con la famiglia, o con gli amici, o al lavoro, o in una campagna verde, in un ambiente insomma placido e disteso, apparentemente privo di tensione e di pena; eppure provo un’angoscia sottile e profonda, la sensazione definita di una minaccia che incombe. E infatti, al procedere del sogno, a poco a poco e brutalmente, ogni volta in modo diverso, tutto cade e si disfa intorno a me, lo scenario, le pareti, le persone e l’angoscia si fa più intensa e più precisa. Tutto è ora volto in caos: sono solo al centro di un nulla grigio e torbido, ed ecco io so cosa questo significa ed anche so di averlo sempre saputo: sono di nuovo in lager, e nulla era vero all’infuori del lager. Il resto era breve vacanza, o inganno dei sensi, sogno…il sogno di pace è finito e nel sogno esterno, che prosegue gelido odo risuonare una voce, ben nota; una sola parola, non imperiosa, anzi breve e sommessa. E’ il comando dell’alba, in Auschwitz, una parola straniera, temuta e attesa: alzarsi, “Wstawac”… (è l’ordine di inizio di una nuova giornata nel lager)

 

  Da L’ESILE FILO DELLA MEMORIA di LIDIA BECCARIA ROLFI

 ( in “La memoria dell’offesa” di Gabriella Gavinelli)

…Mamma era una donna all’antica: aveva sempre lavorato, messo al mondo dei figli, tirato avanti con i denti fin dalla prima guerra mondiale…Come raccontare la mia fame a lei che aveva combattuto sempre per darci da mangiare, che lavava i panni nell’acqua gelata anche d’inverno…Capii che non avrei potuto raccontare. Non si racconta la fame, non si racconta il freddo, non si raccontano gli appelli, le umiliazioni, l’incomunicabilità, la disumanizzazione, il crematorio che fuma, l’odore di morte dei blocchi, la voglia di solitudine, il suicidio che entra nella pelle e ti incrosta. Tutti hanno avuto fame e freddo e sono stati sporchi almeno una volta e credono che fame, freddo e fatica siano uguali per tutti…                                      

 

da “LE DONNE DI RAVENSBRUCK” di L.Beccaria Rolfi e A. M. Bruzzone      (testimonianza di Bianca Paganini Mori)

…Le tracce più evidenti del campo che mi sono rimaste, sono certe  insofferenze e certi timori. Una cosa che proprio non riesco ancora a sopportare - e forse ormai non ci riuscirò più - è di stare in mezzo alla calca, alla gente che mi spinge, che mi schiaccia, non riesco  a vincermi. Preferisco perdere mezz’ora, farmi la strada a piedi, ma in un filobus affollato non posso entrare. O se ci devo entrare, soffro proprio. Poi ,sono esagerata nella pulizia  personale. E infine devo avere sempre nella dispensa provviste più del necessario. ”Come facciamo a mangiare” dico, fra le risate dei miei, quando mi  manca anche un chilo di patate…l’esperienza del campo… però mi è servita, anche perché ho imparato a giudicare con serenità, senza cattiveria, e ad avere coscienza dei veri valori della vita…le cose che veramente contano sono dentro di noi: gli affetti profondi, l’onestà, la generosità, la sincerità verso gli altri…E oggi io adoro la vita. Sembra strano: mentre prima la vita mi sembrava difficile, oggi io l’adoro. Mi basta alzarmi la mattina, aprire la finestra, pensare ”oggi farò questo” senza che nessuno mi dica: ”non lo puoi fare” e io sono felice per tutta la giornata…Il campo mi ha insegnato che è inutile avere, che le vere ricchezze sono dentro di noi…

 

 LE DISCRIMINAZIONI

 

Da “SI CHIAMAVA FREIDRICH “ di HANS PETER RICHTER

 

…Senza guardarci, il maestro Neudorf prese di nuovo la pipa, la vuotò della cenere e la riempì col tabacco rimasto. Dopo qualche boccata, domandò : - Allora, volete sapere perché vi ho raccontato tutto questo?

Sedette accanto a Friedrich e gli mise una mano  sulla spalla.

 - Uno di voi ci  lascia. Friederich Schneider non può più frequentare la nostra scuola; è ebreo, e d’ora in poi andrà in una scuola ebraica. Questa non è una punizione, ma solo un cambiamento. Io spero che voi lo comprendiate e restiate amici, come me, anche se non sarà più della mia classe. Può darsi che presto Friedrich abbia bisogno di veri amici.

Il maestro prese Friedrich per le spalle e gli sollevò il viso, costringendolo a guardarlo.

-Ti auguro ogni bene, Friedrich! – disse il maestro – e arrivederci!

Friedrich chinò la testa e a bassa voce rispose:- Arrivederci!

Il maestro si diresse verso la cattedra a passo svelto, poi, rivolto alla classe alzò il braccio destro con la mano aperta all’altezza  degli occhi e salutò:- Heil Hitler! – Noi ci alzammo e lo salutammo nello stesso modo…