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“CRONISTI IN CLASSE”
Campionato di giornalismo per le Scuole Medie
La quarta edizione di ‘Cronisti in classe’, il campionato di giornalismo per le Scuole Medie indetto dal Resto del Carlino, è partita. L’iniziativa è ormai una tradizione per il giornale che crede molto nel radicamento locale e nel legame con le giovani generazioni, tanto da farle diventare protagoniste sulle pagine del quotidiano. Lo svolgimento dell’iniziativa seguirà il consueto copione, un itinerario ormai rodato che ha riscosso di anno in anno sempre maggiore successo. Ogni scuola in gara potrà designare una più o classi (con un insegnante di riferimento) che dovranno realizzare complessivamente quattro articoli nell’arco della durata del campionato. Indicativamente, ogni scuola dovrà inviare al giornale un articolo al mese. Gli studenti-cronisti potranno trattare dei temi a loro più congeniali: l’amicizia, l’amore, le esperienze scolastiche, gli hobby, l’ambiente, il loro paese... oppure realizzare interviste sugli stessi argomenti con la massima libertà. I ragazzi potranno anche allegare ai loro articoli immagini, foto e disegni che illustrino i temi trattati, oppure fornire alla redazione indicazioni sulle immagini da inserire accanto ai loro pezzi. Gli articoli degli studenti verranno esaminati da un’autorevole giuria presieduta da Pierluigi Visci, direttore di Quotidiano nazionale e Resto del Carlino. Ogni mese i giudizi daranno luogo a una classifica parziale del ‘campionato’ che terminerà entro la fine di maggio. La premiazione finale - con targhe-ricordo e premi per i partecipanti - avverrà sempre a fine maggio nel corso di una grande festa dedicata alle scuole e il futuro dei giovani cronisti.
All’iniziativa hanno aderito anche quattro classi della Scuola Media di San Marino: · III D e III F (sede di Città); · III C (sede di Fiorentino); · III C (sede di Serravalle).
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ARTICOLO PUBBLICATO IL 15 DICEMBRE 2010 3C Serravalle
Essere bambini in Afghanistan Essere bambini in Afghanistan significa imparare a convivere con la fame, la guerra la paura. Dopo oltre venticinque anni di conflitti ininterrotti in Afghanistan i bambini continuano ad essere le vittime designate di una guerra che non accenna a placarsi. Il rapporto di Save de Children del 2009 parla di mille bambini uccisi nel 2009, 200 mila con ferite permanenti e disabilità: "L’ Afghanistan è di giorno in giorno sempre meno un paese per bambini. Ma un conflitto lascia un’onda ben più lunga di distruzione, infatti tra le vittime non dirette della guerra ammontano a più di un milione i bambini rimasti orfani o separati dai genitori , mentre sono ben 12 milioni i senza tetto. Ai bambini che muoiono per i combattimenti vanno aggiunti molti altri che perdono la vita per malattie e malnutrizione, effetto delle condizioni disastrose provocate dalla guerra. La guerra viola tutti i diritti dell’infanzia: diritto alla vita, alla salute, alla nutrizione, all’istruzione, a vivere in famiglia e nella propria comunità, a crescere sani e a sviluppare la propria personalità. Il successo degli sforzi di portare la pace in Afganistan risiede nella nostra abilità di proteggere i bambini di questa e di tutte le altre nazioni in guerra.
************** ARTICOLO PUBBLICATO IL 29 MARZO 2011 3C Serravalle
GIOVANI. NON SIAMO POI COSÌ MALE Viziati, capricciosi, senza aspirazioni né ideali, maleducati, prepotenti, insicuri e ignoranti. Questa è l’opinione che la maggior parte degli adulti ha di noi adolescenti di oggi. È scoraggiante rendersi conto che chi ha vissuto solo qualche anno fa le nostre stesse identiche esperienze, ora non si ricordi più che l’adolescenza è un periodo della vita molto difficile: «la nostra insicurezza è dovuta in parte al fatto che siamo bambini in un corpo che sta diventando adulto (Valerio R.)». Questi sono gli anni delle incertezze, delle contraddizioni, dei problemi esistenziali: «ci si sente supereroi, capaci di sfidare e vincere le prove di fronte alle quali la vita ci mette… poi però, spesso, alla prima difficoltà ci rendiamo conto che non abbiamo l’esperienza necessaria neppure per affrontare la situazione più semplice e questo ci deprime (Giulia M.)». È una fase decisiva per la formazione della personalità: «è forte il desiderio di fare da soli, di compiere le proprie scelte, di cadere e di rialzarsi senza l’aiuto di nessuno (Giacomo C.)». Nel nostro piccolo e con i nostri modesti mezzi, vorremmo far capire alla società che «non bisogna dare giudizi affrettati e fare "di tutta l’erba un fascio". Ci sono tanti giovani che hanno ideali solidi, aspirazioni concrete che cercano di perseguirli con tutte le loro forze (Beatrice B.)»; «ci sono ragazzi che non fumano, non bevono, non si drogano e hanno valori civili e morali trasmessigli dalla famiglia e dalla scuola (Manuel T.)» Perché a livello mediatico e d’informazione non si parla mai di loro? In un mondo che con i suoi frenetici cambiamenti non sembra offrirci alcuna certezza o garanzia se non il senso di precarietà e di sfiducia nelle nuove generazioni: «abbiamo bisogno di persone che ci facciano forza, che ci spronino ad andare avanti, a fare meglio e non che ci gettino sempre e solo fango addosso (Melissa N.)»; «abbiamo bisogno di segnali concreti che ci infondano fiducia (Andrea R.)». I giovani di oggi sognano, i giovani di oggi sperano esattamente come facevano i nostri genitori e prima ancora i nostri nonni. Che fine faranno questi sogni? Queste speranze? Riusciranno mai a realizzarsi? Sì, ne siamo certi: «noi giovani non siamo poi così male (Sofia M.)»; «il futuro è nelle nostre mani e lo sapremo rendere anche migliore del presente (Margherita G.)». ************** ARTICOLO PUBBLICATO IL 10 MAGGIO 2011 Classe III C
ATTENZIONE A NON CADERE NELLE RETE! I CYBERBULLI Come il bullismo, il cyberbullismo consiste in atteggiamenti e comportamenti da parte di qualcuno, finalizzati ad infastidire, offendere, spaventare e umiliare un’altra persona. È una forma di molestia attuata per mezzo di telefoni cellulari oppure all’interno di siti web, blog, e-mail, gruppi di discussione, newsgroup, chat. Il cyberbullo può essere un estraneo o una persona conosciuta dalla vittima, agire singolarmente o essere supportato da altri. Ci sono diverse tipologie di cyber bullismo, ma la molestia più frequente consiste nel tempestare una persona di e-mail o di SMS a contenuto offensivo o minaccioso. In chat il cyberbullo può prendere di mira un utente, aggredirlo verbalmente, deriderlo o estrometterlo dalla lista di discussione; in forum può pubblicare le confidenze carpite chattando, dopo aver creato un clima di fiducia. Su Facebook accade di frequente che il bullo riesca a rubare account e password e poi a utilizzarli impropriamente. Sulla rete giocano a favore dei prepotenti informatici l’anonimato e la possibilità di fingersi una persona diversa. Essi pensano di essere invisibili, non identificabili e, per tale motivo, di rimanere impuniti. Inoltre, non potendo sperimentare gli effetti tangibili delle proprie azioni, tutto sembra essere per loro un gioco, che non necessita di essere fermato. Si può affermare, quindi, che il cyberbullo si comporta in modo ancor più abietto e vile del comune bullo. In genere gli adolescenti sono riluttanti a confidarsi con genitori e insegnanti rispetto agli episodi di cyberbullismo di cui sono vittime per il timore di una reazione degli adulti che li induca ad adottare regole restrittive nell’utilizzo di Internet, sia di una vendetta da parte dei cyberbulli. In realtà, rivolgersi ai genitori o ad un adulto di riferimento e non rispondere a chi offende o insulta on line o sul cellulare, sono le misure migliori da adottare. **************
Articoli pubblicati il 10 FEBBRAIO 2011 ************** NELLE SCUOLE DEL TITANO ARRIVA LA LAVAGNA INTERATTIVA
Finalmente anche nella scuola secondaria di I grado di San Marino sarà presto introdotta la lavagna interattiva multimediale (LIM). In ognuna delle tre sedi saranno installate tre lavagne touch screen, fornite di video proiettore e personal computer. Alcuni insegnanti interessati all’utilizzo di questo nuovo strumento stanno già frequentando un corso di formazione tenuto dal prof. Gian Marco Malagoli. La lavagna interattiva rappresenta indubbiamente un valido supporto per gli insegnanti che potranno utilizzare software didattici; inserire commenti scritti; registrare e archiviare le loro lezioni; far ascoltare audio; connettersi a internet per utili approfondimenti; mostrare filmati e interagire con questi bloccando le immagini o estrapolandone dei particolari. Tutto ciò a prescindere dalla materia insegnata. La modalità multimediale di presentazione e la possibilità d’interazione del materiale presentato favoriranno l’apprendimento degli studenti attraverso una partecipazione alla lezione più attiva e ricca di stimoli e costituiranno una facilitazione importante per chi trova difficoltà a concentrarsi o a decodificare testi cartacei. Questo innovativo strumento renderà sicuramente la scuola più moderna, divertente e interessante.
Classe III C Serravalle
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EMOZIONARE DIPINGENDO I COLORI DELL’ANIMA
Boulevard Saint-Denis, Argentuil, in inverno - Claude Monet
Impressionare, questo l’intento dei pittori impressionisti dell’Ottocento, ai quali è dedicata la mostra “Parigi, gli anni meravigliosi - Impressionismo contro Salon”, organizzata presso Castel Sismondo a Rimini, aperta al pubblico dal 23 Ottobre 2010 al 27 Marzo 2011. Maestri che nel corso della loro vita hanno combattuto contro lo stile accademico e hanno modificato le tecniche pittoriche, privilegiando pennellate rapide e distinte tra loro, nonostante gli scarsi profitti derivati dalla vendita delle loro opere. Uno degli obiettivi della mostra: raccontare quegli anni e la vita degli artisti attraverso una raccolta di novantasei quadri provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti, realizzati dai pittori più significativi dell’epoca quali Monet, Manet, Dégas, Cézanne e Renoir che spaziano dalle nature morte, ai paesaggi ai ritratti. “L’ARTE: attività umana volta a creare opere di valore estetico e, in particolare, opere di carattere figurativo”. Ma noi non l’abbiamo vista così, almeno non quel giorno; soprattutto ci siamo divertiti, emozionati a vedere quelle splendide opere dipinte più di duecento anni fa. La mostra ha suscitato nel profondo del cuore particolari sensazioni che solo l’espressione artistica è in grado di trasmettere. Dubbio: chi o cosa stava aspettando La donna alla finestra di Gustave Caillebotte? Forse un figlio, forse guardava qualcuno dall’altra parte della strada? Questo non lo sappiamo perché il pittore ci ha lasciato nell’incertezza e ha permesso ad ognuno di inventare una storia diversa sull’atteggiamento preoccupato della donna. Calma, tranquillità, gioia, purezza si risvegliano nell’animo di chi guarda la neve di Claude Monet, in Boulevard Saint-Denis, Argentuil, in inverno ove si possono scorgere alcuni riflessi azzurri, tanto che lo stesso Monet credeva che il cielo vi si specchiasse. Libertà, freschezza nell’aria, voglia di entrare nel dipinto per sfiorare l’erba con le dita ed annusare il profumo della primavera nel Prato con pioppi di Monet. Paura, agitazione, malinconia, impotenza dell’uomo di fronte a Un uragano di Breton. Un caloroso grazie a questi famosi artisti che ci hanno svelato le loro “impressioni” regalandoci emozioni un tempo imprigionate in un tubetto poi liberate per dipingere i colori dell’anima.
III F – Sede di Città
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PICCOLI GESTI QUOTIDIANI PER RISPARMIARE ENERGIA ELETTRICA
Sapete quante volte si lascia, anche solo per sbaglio, la luce accesa e ci si accorge della dimenticanza soltanto la sera quando si torna a casa? A volte piccoli gesti possono contribuire a grandi cambiamenti, proprio come cercano di insegnarci a scuola con alcune attività di risparmio energetico. Già ad inizio anno scolastico in ogni classe è stato eletto un Energy Manager incaricato di spegnere la luce ogni volta che usciamo da una stanza: in questo modo è possibile risparmiare elettricità, e si evita di impiegarla in grandi quantità senza che ce ne sia bisogno! Il 18 febbraio 2011 inoltre ci attende una giornata in cui la luce dei corridoi e delle aule (in base alle esigenze) rimarrà spenta. Tutto ciò fa parte dell’iniziativa “M’illumino di meno”, cui la nostra scuola ha aderito anche quest’anno. Il costo di questi nostri piccoli gesti? Assolutamente inesistente. I miglioramenti che possiamo apportare all’ambiente in cui viviamo? Grandissimi! E se tutti imparassimo, quando non serve, a spegnere l’interruttore?
(3C, Fiorentino)
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