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L'introduzione del Computer nella Scuola dell'Infanzia



L'opinione di un'insegnante che ha partecipato alla ricerca



La mia personale curiosità verso l'innovazione tecnologica, che caratterizza gli ultimi anni, e l'idea di poter far conoscere ai bambini il computer come "strumento creativo" mi hanno spinto ad aderire, nell'anno scolastico 1997/98, al progetto di ricerca/azione proposto dall'Università degli Studi di San Marino.
Nell'anno scolastico successivo sono iniziati gli incontri di alfabetizzazione, preso il Centro di Documentazione della Scuola dell'Infanzia, tenuti dalla Dottoressa Francesca Diambrini. Allora eravamo cinque insegnanti appartenenti a tre scuole diverse del territorio e per me e una mia collega si trattava di un vero e proprio "battesimo informatico", per la prima volta infatti ci avvicinavamo a questo strumento!
E' stato subito evidente, grazie all'intermediazione di una esperta come la dottoressa Diambrini, che il computer poteva aiutarci a proporre tante attività ai bambini della Scuola dell'Infanzia.
A febbraio il computer è entrato ufficialmente nella scuola; abbiamo cominciato ad avvicinare i bambini a questo nuovo oggetto preoccupandoci prima di tutto di sapere quanti di loro conoscevano già questa macchina e quanti invece non l'avevano mai vista. Superato questo primo momento di conoscenza, nella scuola si è allestito il laboratorio informatico, in particolare per l'elaborazione dei disegni con il programma PAINT. Contemporaneamente altri insegnanti, nel laboratorio di manipolazione, aiutavano i bambini a realizzare le cornici per i loro futuri disegni, a preparare cartelloni che raccontavano questa nuova esperienza, a costruire strumenti informatici da usare nei giochi di simulazione, ad elaborare un glossario dei principali e più usati termini specialistici.
La prima attività al computer è stata quella di colorare un disegno, preparato dalle insegnanti e rappresentante i personaggi di una favola. Il primo strumento di coloritura è stato il riempimento e i bambini hanno particolarmente apprezzato questa tecnica innovativa. In seguito siamo passati al pennello; strumento più impegnativo del precedente a tal punto che qualcuno di loro, tutto assorbito dalla difficoltà dell'attività, arrivava ad esclamare "mi bolle la fronte"! Siamo infine passati all'uso dell'areografo che i bambini hanno preferito per la colorazione di nuvole e fumo dei comignoli.
Di questa prima esperienza ricordo in particolare l'espressione di intenso stupore dei visi dei bambini mentre, usando il comando inverti colore, trasformavano i loro elaborati in pochissimo tempo; purtroppo la parola scritta non può restituire l'intensità di quegli occhi pieni di meraviglia.
Abbiamo lavorato e siamo cresciuti insieme, insegnanti e bambini; ci ha accompagnato in tutto il percorso un entusiasmo contagioso che ha contribuito al successo dell'esperienza.
L'entusiasmo è un ingrediente importantissimo che l'insegnante dovrebbe sempre stimolare in ogni contesto educativo per alimentare la curiosità, la voglia di sperimentare e quindi di apprendere per diventare "grandi".
I bambini hanno lavorato sempre volentieri; alla fine dell'anno le competenze che avevano acquisito erano buone e gli obiettivi, che ci eravamo posti, erano sicuramente raggiunti, con tanta soddisfazione soprattutto da parte dei bambini.
A livello personale questa esperienza mi ha dato l'opportunità di conoscere ed usare alcuni strumenti informatici, di acquisire sempre più sicurezza nel loro uso e di trovare un loro proficuo utilizzo nella mia esperienza didattica.
A livello professionale ho perfezionato l'abilità di osservazione sistematica, di documentare un'esperienza, di tenere un diario di lavoro. Tutto questo e gli incontri periodici che si tenevano al Centro di Documentazione con le altre colleghe mi hanno dato l'opportunità di confrontarmi e di crescere, di acquisire più fiducia in me stessa e di riuscire ad esprimermi più liberamente anche con chi non conosco in modo approfondito.
Altre scuole hanno in seguito aderito a questa sperimentazione e io mi sono trovata a poter seguire gli sviluppi e le varie strategie usate da altre insegnanti, anche perchè, l'anno successivo, ho accettato di distaccarmi dall'insegnamento per lavorare presso il Centro di Documentazione. Questo mi ha dato l'opportunità di incontrare le mie colleghe, di conoscerle meglio e imparare con loro a collaborare in maniera sempre più proficua. Organizzando e partecipando agli incontri con l'esperta e con i docenti dell'Università mi sono trovata ad aiutare le colleghe che avevano piccole difficoltà con le strumentazioni.
Posso confermare che gli insegnanti durante tutto il periodo della sperimentazione hanno lavorato con entusiasmo e tanta passione, sottraendo tempo ad altre attività personali, proprio come succede sempre per le cose che stanno a cuore.
Ci sono stati momenti di sconforto: quando gli strumenti non funzionavano come avrebbero dovuto o quando non venivano sostituiti i colleghi assenti e con tanti bambini ci si doveva "fare in quattro" per portare avanti il lavoro iniziato. Penso che la scuola attraverso l'uso del computer ha trovato nuove strategie di lavoro, un incentivo al recupero di alcuni obiettivi e una nuova metodologia che integra le consuete attività didattiche, stimolando addirittura nuove idee, nuove collaborazioni e nuovo entusiasmo.

Francesca Rondelli


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