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| News | 27 gennaio 2012 Giornata della memoria Giornata internazionale annuale di commemorazione in memoria delle vittime dell'olocausto
Volantino delle iniziative 2012 Elenco degli appuntamenti Link a materiali per la didattica Iniziative promosse dalla Commissione Nazionale Sammarinese per l’UNESCO con il Patrocinio della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri e della Segreteria di Stato per l’Istruzione e Cultura | 24-25 febbraio 2012 Sala della Biblioteca di San Domenico Piazza San Domenico 13, Bologna Il seminario internazionale dell'ADI del 2012 ha come tema lo studente e il dilemma che porta con sé. Il mito della “centralità dell'alunno” non ha mai trovato (fatta eccezione per alcune scuole dell'infanzia e primarie) una vera rispondenza né nei metodi né nell'organizzazione della nostra scuola. Al centro ci sono gli eterni “personaggi” della nostra vita scolastica: i programmi, i registri, gli orari, gli organici, le cattedre. Gli studenti sono spesso casuali “utilizzatori finali” di una scuola dove la retorica degli adulti cerca di convincerli che tutto si fa per il loro Bene. Il seminario è organizzato in tre sessioni: Essere studenti oggi; La rottura delle regole; Fuggitivi e ribelli Materiali: Locandina - Presentazione - Programma Link al sito dell'ADI: O la scuola o la vita | 18 gennaio 2012 Abbreviare il corso di studi: sì, no, forse.Un post nel blog del sottosegretario Marco Rossi Doria del 10 gennaio ha dato il via ad una accesa discussione fra addetti ai lavori. All’origine di tutto è la riflessione, di carattere generale, sull’opportunità di “riformare i percorsi scolastici in modo che - dalla prima elementare al diploma - durino in tutto non oltre 12 anni. In modo da far coincidere la maggiore età e la fine della scuola, come nei grandi paesi europei, in USA, in India, Cina e Brasile”. Dopo una settimana il ministro Profumo ha precisato che “è un tema di cui si discute da molto tempo ma credo che questo governo non abbia la possibilità di fare riforme strutturali, ma solo di semplificare il sistema in particolare sulla burocrazia”. Però alcune indiscrezioni dicono che l’ipotesi è caldeggiata anche dal ministro stesso, al punto che è sarebbe già stata tradotta in un progetto di legge. Post di Marco Rossi Doria: Attese possibili Articolo di Tuttoscuola: Profumo: No alla riduzione del percorso liceale. Per ora Articolo di Tuttoscuola: Bruschi: Sperimentiamo la riduzione dei licei | 17 gennaio 2012 Va sotto il nome di sexting - parola che nasce dall’unione di sex +texting - il postare o lo scambiare via cellulare immagini particolarmente provocanti di sé (nudi o semi-nudi) con amici e/o sconosciuti. Secondo la ricerca di Save the Children il 4% di ragazzini e ragazzine italiani che hanno accesso al web fra i 12 e i 14 anni dichiara esplicitamente di inviare spesso fotografie di sé nudi o in pose sexy. Percentuale che sale all'8% fra i 15-17. Ma il dato e' probabilmente sottostimato perché il 22% dice che questa è una pratica diffusa. Fra gli intervistati il 45% dichiara di ricevere messaggi con riferimento al sesso, il 37% da' il suo numero di cellulare online, il 24% riceve immagini o video di persone conosciute solo online seminude o nude, il 19% ammette di avere rapporti intimi con qualcuno conosciuto in rete. Quanto alla gestione dei propri dati personali, i ragazzi non sembrano curarsi molto di che fine facciano e li consegnano alla rete spesso e facilmente: il 44% degli intervistati dichiara infatti di postare proprie foto e il 34% di pubblicare video su di sé. Quello che colpisce è che questi giovani si dichiarano consapevoli dei rischi e dei pericoli nei quali rischiano di incappare, ma questo non sembra essere un deterrente. Articolo dal sito di Save the children: Minori e sexting | 16 gennaio 2012 Notizie dalla scuola italianaLa scuola italiana non è al centro dell'attenzione dei mass media. Eppure diverse notizie meriterebbero maggiore eco, come l'assenza di tagli, gli investimenti nell'edilizia scolastica e nelle attrezzature e progetti anti-dispersione . Il Ministro Profumo è stato chiaro nel dire che per quanto gli compete "è finita l’era dei tagli ... i soldi per la scuola si chiamano -investimenti-, non -spesa-". Articolo di Marco Pirani su La Repubblica: Scuola, i tecnici sanno fare le nozze con i fichi secchi. Intervista al sottosegretario Marco Rossi Doria sul Sole 24 ore: Progetti anti-dispersione finanziati con il Piano Sud | 12 dicembre 2011 Il dibattito sulla utilità o inutilità della ripetenza ai fini del miglioramento degli apprendimenti è tornato recentemente alla ribalta, sia attraverso precisi interventi di alcuni governi europei (v. Germania e Austria) sia attraverso indagini e rapporti internazionali e nazionali. In tutto questo la situazione italiana presenta una peculiarità: le bocciature sono concentrate in misura macroscopica negli istituti professionali, andando a configurare un fenomeno diverso da quello a carattere psicologico- individuale su cui di solito si assesta la discussione fra insegnanti e pedagogisti. Si tratta di un vero e proprio fenomeno sociale, che segnala l'incapacità di una parte notevole della popolazione scolastica di adattarsi all'offerta formativa che si trova davanti. E non ci vuole molta fantasia per ritenere che l'alta percentuale di bocciature sia in un qualche rapporto con gli abbandoni scolastici. Mentre, infatti, nella maggior parte dei casi nei licei ed in parte anche nei tecnici la bocciatura si traduce in ripetenza, nei professionali porta per lo più all'abbandono, appena possibile. Ed è quel 19,2% di abbandoni precoci registrati per l'Italia nel 2009 dalla Unione Europea che prelude al dato del 23,4% fra i 15 ed i 29 anni che hanno solo la terza media, non lavorano e non sono inseriti in nessun percorso di formazione professionale (Rapporto di Banca d'Italia dell'8.11.2011).
Link al'articolo di Tiziana Pedrizzi sul sito dell'ADI: Ripetenza in Italia e fuori | 11 dicembre 2011 La «ricetta» del neo sottosegretario Rossi Doria Se un ragazzo difficile non lo fai venire a scuola non serve a niente. Quello sta in vacanza, dorme... La sospensione stile hockey è una delle proposte messe sul tavolo di «Tenere la classe, la responsabilità degli adulti», convegno organizzato ai primi di dicembre a Trento proprio da Rossi Doria. Come funziona lo spiega Andrea Bortolotto che lo ha visto nascere come vice preside dell' Istituto per la formazione professionale Sandro Pertini di Trento e adesso prova a farlo crescere con il progetto Campus: «Il ragazzo sospeso per motivi disciplinari non resta a casa ma viene a scuola. Solo che, per qualche giorno, viene separato dal resto della classe». Per fare cosa? «All' inizio c' è una fase che possiamo chiamare di lavori socialmente utili: cancellare una scritta sul muro, carteggiare una panchina nel cortile...». Poi c' è un secondo momento, il ragazzo torna a fare lezione ma ancora separato dai suoi compagni: «È un modo per recuperare quello che la classe ha fatto in sua assenza. Ma soprattutto il pretesto per parlare con l' insegnante del comportamento che ha portato alla sospensione, per capire il perché». Una sanzione alternativa e rieducativa che può scattare solo a patto che ci sia il consenso dei genitori. Cosa tutt' altro che scontata visto che papà e mamma, dice Rossi Doria, «sono spesso i sindacalisti dei loro figli, pronti a difenderli anche davanti all' evidenza». | 29 novembre 2011 Presentato a Roma il Rapporto sulla scuola in Italia 2011. In libreria a dicembre per Laterza, il Rapporto della Fondazione Agnelli è dedicato quest'anno alla crisi della scuola media italiana. La scuola media è davvero l’anello debole della scuola italiana. Lo suggeriscono le rilevazioni internazionali, secondo le quali gli studenti italiani sono quelli che patiscono la più profonda flessione dei propri risultati di apprendimento nel passaggio dalle scuole elementari alla media. Lo confermano nuove ricerche realizzate dalla Fondazione Agnelli e rese pubbliche nel suo Rapporto sulla scuola in Italia 2011. L'Italia è il Paese con il calo degli apprendimenti più netto fra elementari e medie. Nei punteggi Timss (Trends in International Mathematics and Science Study) è fanalino di coda, ben al di sotto di Cina, Norvegia, Giappone e Stati Uniti. C'è un sobbalzo: i ragazzi rallentano sensibilmente la loro capacità di apprendimento. Come se non bastasse – in questi tre anni difficili – si spalanca pericolosamente il divario socio-culturale: i buoni risultati in matematica e scienze degli allievi italiani in quarta elementare (rispettivamente 503 e 516 nei punteggi Timss; valore medio standardizzato per i Paesi che partecipano all'indagine: 500) peggiorano molto nella scuola media penalizzando chi ha genitori con basso livello d'istruzione. Il gap non sarà più colmato, contraddicendo l'obiettivo di uguaglianza di opportunità che dovrebbe offrire la scuola Materiali: Sintesi del rapporto sulla scuola in Italia 2011 Link al sito: Fondazione Giovanni Agnelli | | News precedenti | |
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